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Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

“DiPC”:  “Di Piacenza” o “Di Pancetta e Cioccolato”… come volete!

Tra le tante cose che il mondo invidia all’Italia c’è sicuramente la sua capacità di creare, con uno stile unico e non replicabile, prodotti che solo l’ingegno italiano può pensare di progettare. Per facilità tutto questo da sempre è conosciuto come “Made in Italy”. 
Nel nostro caso l’idea di realizzare l’inedito connubio tra cioccolato e pancetta è dovuta all’estro e all’ingegno di un maestro pasticcere di Piacenza, Aldo Scaglia titolare dell’azienda Creazioni Dolciarie di Falicetto. Il nostro non è nuovo a sperimentazioni dolciarie, avendo già abbinato il cioccolato ai più diversi ingredienti: peperoni, semi di girasole, arachidi salate. Ma mai prima d’ora aveva pensato di andare oltre ogni immaginazione, sposare il cioccolato fondente con un salume DOP piacentino, la pancetta. All’idea ha fatto seguire immediatamente i fatti, rivolgendosi ad un’azienda del Consorzio dei Salumi DOP Piacentini che, per iniziare le prove, ha fornito tre Pancette piacentine con diversa stagionatura, per dar modo di verificare quale fosse la migliore da utilizzare per questo inedito abbinamento. Dopo aver bilanciato gli ingredienti, sono usciti dal laboratorio “Falicetto” i primi prototipi dei cioccolatini alla Pancetta piacentina DOP. Alla sperimentazione è seguita la prova del nove, il giudizio dei consumatori. I più scettici non ci crederanno, ma il consenso è stato unanime, il particolare connubio esalta il palato. Il gusto vellutato del cioccolato fondente avvolge un ripieno, frutto di una combinazione di raffinate creme in puro cioccolato fondente, con l'aggiunta di una croccante Pancetta piacentina DOP. Si realizzano così giochi di sapori ben equilibrati ed estremamente piacevoli.
A questo punto il Consorzio di Tutela Salumi DOP Piacentini è stato interpellato per dare l’autorizzazione all’utilizzo della denominazione tutelata Pancetta Piacentina DOP tra gli ingredienti del cioccolatino e iscrivere l’azienda Falicetto nell’apposito registro degli utilizzatori della denominazione.
Così la cioccolateria Falicetto, dopo tanti prodotti tradizionali che caratterizzano Piacenza, da oggi va ad annoverare tra i propri prodotti innovativi l’originale cioccolatino DiPC.
A spiegare il significato del nome è lo stesso Aldo Scaglia: “Abbiamo scelto di chiamarlo ‘DiPC’ un acronimo per indicare l’origine: ‘Di Piacenza’, o i protagonisti della ricetta: Di Pancetta Piacentina DOP e Cioccolato. DiPC indica anche la resistenza delle aziende piacentine che guardano al futuro con ottimismo, cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno, come il carattere dei piacentini che della discrezione fanno il loro pregio e che sapranno apprezzare questo matrimonio insolito, ma sicuramente curioso ed elegante, che porterà un po’ di Piacenza nel mondo”.
Antonio Grossetti, Presidente del Consorzio Salumi DOP Piacentini afferma: “Da sempre ammiro chi ha una fantasia creativa nel proprio lavoro, ma devo ammettere che fino ad immaginare un cioccolatino con la Pancetta piacentina tra gli ingredienti non mi ero mai spinto. Devo confessare che quando Aldo Scaglia ha illustrato il suo progetto, mi sono subito reso conto del talento, della capacità e della determinazione della persona con cui mi stavo relazionando e ho avuto da subito la sensazione che sarebbe uscito un risultato importante. In questo caso, siamo orgogliosi di affermare che i salumi piacentini si possono consumare dall’antipasto al dolce senza mai perdere di vista la qualità” 

Le Palline Per Pizza Surgelate di Molino Spadoni

Le Palline Per Pizza Surgelate di Molino Spadoni sono studiate per offrire soluzioni pratiche e altamente efficienti a pizzaioli e gestori. Un prodotto di servizio dalla qualità elevata e sempre costante, che permette di servire alla propria clientela una pizza buona e fragrante senza la necessità di impegnare tempo e risorse nella preparazione degli impasti.  

FRAGRANTI, GUSTOSE E LEGGERE
Tutte le palline sono realizzate con pasta madre, un impasto di farina e acqua, naturale e genuino, che garantisce tanti vantaggi:

-           permette di ottenere un’alveolatura più sviluppata e irregolare e una mollica con una struttura migliore, caratteristiche che si traducono in una fragranza ottimale;

-           conferisce al prodotto finale un profumo e un gusto più intensi e caratteristici;

-           migliora la digeribilità e la tolleranza al glutine.

Il risultato? Un prodotto che ha il sapore autentico e la leggerezza di una pizza da veri professionisti. 

RESA OTTIMALE E QUALITÀ ELEVATA 
Quando pizzaioli e gestori preparano l’impasto da zero, mescolando farina, acqua e lievito, fattori variabili come l’umidità, la scorretta conservazione degli ingredienti o le errate proporzioni possono pregiudicare il risultato finale, ma con le Palline Surgelate non si corre alcun rischio: l’expertise di Molino Spadoni nella preparazione e produzione di farine e panificati è garanzia di uno standard qualitativo costante e di una resa ottimale, in qualsiasi condizione ambientale. Una soluzione pratica e performante, che consente di evitare gli sprechi e che offre una gestione semplice anche in assenza di personale altamente qualificato.

MASSIMA SICUREZZA 
Le palline vengono surgelate subito dopo la preparazione, conservando intatte tutte le loro caratteristiche di

fragranza e sapore, e offrendo le garanzie
di sicurezza di un procedimento industriale.

DISPONIBILI IN PIÙ VARIANTI 
Le Palline per Pizza Surgelate di Molino Spadoni sono disponibili in più varianti, tutte preparate con pasta madre:

-           CLASSICHE;

-           CON IMPASTI ALTERNATIVI: soia, 7 cereali, Khorasan Kamut, farro integrale, carbone vegetale;

-           SENZA GLUTINE: in panetto quadrato facilmente distinguibile. 

È così possibile soddisfare gusti ed esigenze diversi e arricchire il menù del proprio locale senza la necessità di realizzare tanti impasti, con la difficoltà di gestire farine che derivano da grani differenti e hanno comportamenti particolari in termini di coesione e lievitazione. Con le Palline Surgelate di Molino Spadoni preparare una pizza particolare alla soia o una leggera al farro integrale diventa facile e veloce, anche per piccoli numeri.


PRATICHE DA GESTIRE
Le palline surgelate sono pratiche da gestire: basta scongelarle a temperatura ambiente o in frigorifero, secondo le indicazioni riportate sulla confezione, e poi procedere con la stesura. Le palline scongelate dal giorno prima possono resistere fino a tre giorni in frigo a temperatura +4°C. Inoltre, gli impasti non impiegati nel servizio possono avere una seconda “vita”: unendo tre palline, si può ottenere un filone di pane.  

www.molinospadoni.it

Appena inaugurato un gran 5 stelle: il Falkensteiner Hotel Kronplatz

Falkensteiner Hotels & Residences è lieta di annunciare l’apertura del nuovissimo Falkensteiner Hotel Kronplatz, situato a Riscone nelle immediate vicinanze di Brunico (Bz). Si tratta di un cinque stelle appartenente alla Premium Collection Falkensteiner, ed è un hotel delle categorie “Adults Only” (ospiti ammessi dai 14 anni compiuti in su) e “Attività & Sport” (ovvero struttura dedicata agli amanti delle attività stagionali sia indoor che outdoor). L’hotel si trova a pochi minuti a piedi dagli impianti di risalita che da Riscone portano sulla cima del Plan De Corones, la montagna più amata da chi pratica gli sport invernali. Immerso in un impressionante panorama montano, l’hotel si presenta come un vero e proprio gioiello di design progettato dall'architetto Matteo Thun, che ha realizzato una struttura innovativa e ricca di novità.
"Siamo molto lieti di inaugurare nella terra da cui proveniamo un nuovo hotel che vuole introdurre un concetto di ospitalità evoluto e dedicato agli amanti della montagna che non si accontentano di una semplice visita di questa zona alle porte delle Dolomiti. Allo stesso tempo, siamo felici di dare un prezioso contributo a tutta alla crescita di tutta l’area, con questo hotel che sarà aperto per 365 giorni all’anno", afferma Otmar Michaeler, CEO del gruppo alberghiero Falkensteiner.  Uno dei punti forti del Falkensteiner Hotel Kronplatz è sicuramente quello della proposta di esperienze in un contesto montano come quello del Plan De Corones dove sono davvero abbondanti le possibilità di divertimento, esplorazione, pratica sportiva, gastronomia e lifestyle. Per questo ci sarà un Experience Concierge completamente dedicato a confrontarsi con gli ospiti per rispondere alle loro esigenze e per proporre loro esperienze su misura di ogni tipo. Ma non ci saranno solo esperienze elettrizzanti ad attendere gli ospiti. Con la prima Acquapura Mountain SPA e la sua filosofia dei quattro elementi della natura di montagna - roccia, acqua di fonte, sole di alta quota e aria di montagna - gli ospiti in cerca di relax potranno godere di tantissimi servizi di alto livello nel centro benessere, a partire da una parete sa scalata artificiale interna che attraversa tutto un edificio in altezza, alle due piscine: una al coperto di 25 metri e una rooftop riscaldata e sfioro all’aperto, con vista sul Plan De Corones. Una serie di trattamenti e rituali di benessere che saranno proposti esclusivamente in questo hotel, rendono poi l’esperienza del relax ancor più legata al territorio. Oltre allo spettacolare design del complesso alberghiero, i cui quattro edifici sono dedicati alle 4 differenti stagioni, con 97 camere & suite ultramoderne, luminose e accoglienti, il Falkensteiner Hotel Kronplatz, sviluppa anche un nuovo concept gastronomico che include la cucina regionale con l’introduzione di piatti e alimenti provenienti da paesi lontani. La filosofia di 7Summit Slow Food crea una simbiosi tra la cucina dell'Alto Adige e i piatti più rappresentativi delle aree del pianeta che custodiscono alcune tra le vette più famose, dal Giappone al Perù, dal Tibet alla Tanzania. Chef internazionali provenienti da queste aree del mondo saranno ospiti di mese in mese e lavoreranno insieme al team guidato dall’Executive Chef Reinhard Daverda. In occasione dell’apertura, tra le varie offerte ce n’è una pensata per gli abitanti del Trentino Alto Adige, la “Opening Special” che propone uno sconto del 15% per due notti in camera doppia deluxe con pensione a ¾ 7Summit e 2 trattamenti Acquapura Mountain SPA. Ulteriori informazioni: https://www.falkensteiner.com/it/hotel-kronplatz/openingspecial.

IL GRUPPO FALKENSTEINER 
FMTG - Falkensteiner Michaeler Tourism Group AG è una delle aziende leader nel turismo nel settore privato, presente in 7 paesi europei: unisce Falkensteiner Hotels & Residences con gli attuali 27 hotel di 4 e 5 stelle, 3 strutture con appartamenti e un Premium Camping, e il marchio FMTG Development e Michaeler & Partner, un consulente per lo sviluppo di progetti turistici. La storia risale al 1957 quando Maria e Josef Falkensteiner inaugurarono una pensione in Val Pusteria (Alto Adige). In poco più di 60 anni, da un piccolo hotel a conduzione familiare è nato un gruppo di successo con circa 2.500 collaboratori distribuiti in 31 strutture, per un totale di oltre 4.500 camere. Gli hotel sono situati nei seguenti Paesi: Italia, Austria, Croazia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Serbia e Montenegro. 

UN ANNO DA FUTURPERA: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE

UN ANNO DA FUTURPERA: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE

 

INTRODUCE E MODERA

PAOLO BRUNI / PRESIDENTE CSO ITALY

PROGRAMMA

SALUTI DI 
ANDREA MORETTI / PRESIDENTE FERRARA FIERE CONGRESSI

La situazione produttiva delle pere nel 2020 tra prospettive e criticità

ELISA MACCHI / DIRETTORE CSO ITALY

Organizzazione inteprofessionale pera: le attività a sostegno del settore

GIANNI AMIDEI / PRESIDENTE OI PERA

Innovazione e ricerca per il rilancio della pericoltura emiliano-romagnola

ALVARO CROCIANI / DIRETTORE CRPV

UGO PALARA / COORDINATORE TECNICI OI PERA

            

TAVOLA ROTONDA

ALAN FABBRI / SINDACO DI FERRARA

STEFANO CALDERONI / PRESIDENTE FUTURPERA

ALBANO BERGAMI / FRUTTICOLTORE

ADRIANO ALDROVANDI / PRESIDENTE SOC. OPERA

ALESSANDRO ZAMPAGNA / DIRETTORE ORIGINE GROUP

ALBERTO ANCORA / PRESIDENTE FEDERCHIMICA-AGROFARMA

MINO TARICCO / COMMISSIONE AGRICOLTURA AL SENATO

GUGLIELMO GOLINELLI / COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

FELICE ASSENZA / DIRETTORE GENERALE MIPAAF

ALESSIO MAMMI / ASSESSORE AGRICOLTURA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

GIUSEPPE BLASI /CAPO DIPARTIMENTO DIPEISR MIPAAF 

PAOLO DE CASTRO / EUROPARLAMENTARE

 

ISCRIZIONI

Il convegno è gratuito si svolgerà solamente online ed è necessaria la registrazione!

 

Pregg.mi,

chiediamo, per coloro che non lo hanno ancora fatto, di registrarVi al convegno
in quanto stiamo già raggiungendo i 500 iscritti e poi chiuderemo le iscrizioni.

Cordiali saluti

Muletta, Grignolino e Grissia: eccellenze monferrine

Si chiama “Muletta” ed un pregiato salume tipico del Monferrato. Del suo nome non abbiamo certezze, sembrerebbe che sia stato coniato dai soldati piemontesi di ritorno dalla grande guerra in ricordo del termine “Mula” che a Trieste viene usato per indicare la ragazza. Ma se del nome abbiamo solo supposizioni della bontà e della qualità dell’insaccato ci sono delle certezze. Per la sua produzione vengono infatti utilizzate carni suine di prima scelta e lavorati tagli pregiati come la coscia, la spalla, il culatello. Un’altra particolarità della “Muletta” si evidenzia nel fatto che viene insaccata, come budello naturale, esclusivamente nell’intestino cieco, e questo significa che possiamo avere una sola “Muletta” per ogni capo animale. La tipologia di budello rende il nostro salume presentabile al pubblico con una forma ovoidale mentre il suo peso può variare dai 600 grammi ad oltre il chilo. Come accade sempre con i prodotti artigianali è chiaro che ogni produttore ha la sua ricetta personalizzata, motivo per cui le Mulette possono differenziarsi al taglio della fetta nelle sfumature di sapore, nella grandezza della grana macinata e nella concia. Si produce con un buon 80% di carne e il restante 20% di grasso di pancetta, la si stagiona per un minimo di sei mesi ma possiamo tranquillamente lasciare trascorrere un anno e anche più prima di godercela a tavola. Oltre alle carni vengono usate per l’impasto le spezie, le erbe, il sale, l’aglio e il buon vino del territorio, in genere Barbera.
Il suo sapore è decisamente interessante, delicato, ma al contempo le note di speziato lo rendono presente, decisamente appagante per il palato. È un piacevole salume, oggi una De. Co. (denominazione comunale) che deve essere gustata in compagnia di altri due ingredienti monferrini. Ecco allora abbinare alle fette di “Muletta”, tagliate a coltello e non troppo spesse, un pane tipico del luogo: la “Monferrina” detta “Grissia”, un pane a pasta dura dal doppio impasto. Un pane di altri tempi, visto la lunga lavorazione che richiede e la sua consistenza; di sicuro un pane molto buono che si sposa perfettamente con il salume. La “Monferrina” ha una forma particolare, questo grazie alla bravura dei panettieri artigiani, una figura che ricorda due chiocciole unite insieme alle estremità posteriori. Grazie alla pasta dura può essere conservata per alcuni giorni e le due punte finali della forma, per via della gradevole croccantezza, vengono storicamente usate per strofinarci sopra lo spicchio d’aglio. In poche parole per fare quella che in dialetto piemontese viene chiamata “sòma d’aj” un’antica usanza gastronomica popolare.
Un buon salume abbinato ad un buon pane fa sì che occorra il terzo personaggio in scena e in bocca, dunque un buon vino! Siamo nel Monferrato e allora Grignolino. Il Grignolino è uno dei vini tipici di quest’area, una terra di dolci colline che si estende nelle province di Asti e di Alessandria. Grignolino d’Asti e Grignolino del Monferrato Casalese. Vitigno autoctono che prende il nome dal termine dialettale dei vinaccioli: “Gragnola”, difficile da lavorare, sia in vigna che in cantina. Un piccola quantità di questo vino è anche prodotta in provincia di Cuneo: doveroso menzionarlo.
In questo caso con la “Muletta” e la “Grissia” è lampante che ci si orienti sul Grignolino del Monferrato Casalese pertanto dobbiamo ricordare che proprio Casale Monferrato, provincia di Alessandria, all’inizio del 1900 contava un centinaio di cantine e, siccome allora la provincia di Asti non esisteva, era questa la più vitata d’Italia. Il Grignolino è un rosso che sposa benissimo anche il pesce, meglio ancora se cucinato in umido. Muletta, Grissia e Grignolino, tre eccellenze di questa terra del sud del Piemonte, tre piacevolezze che vi segnalo con grande affetto, da gustare sul territorio, ma anche da acquistare per portarsele a casa e da condividere con persone care. Perché si sa: pane, salame e vino… vogliono sempre un amico vicino!

(Fabrizio Salce)

L’isola di El Hierro in Travel 2021 di Lonely Planet

L’isola di El Hierro è stata inserita nella lista “Best in Travel 2021” nella categoria “diversità̀” per la sua anima ambientalista che la fa essere una destinazione multigenerazionale che conquista viaggiatori di ogni età e dai gusti più disparati. L'isola più̀ piccola dell'arcipelago delle Canarie è un paradiso di sostenibilità grazie all'introduzione rivoluzionaria di energie rinnovabili, programmi di riciclaggio innovativi e promozione della mobilità elettrica.
Segnata dai contrasti tra le sue aride terre vulcaniche e i suoi paesaggi di vegetazione lussureggiante e dalla ricchezza dei suoi fondali, l'isola di El Hierro è stata dichiarata dall’UNESCO Riserva della Biosfera nel 2000 e nel 2014 Geoparco. Da allora, ha invitato i visitatori a scoprire tutto il suo fascino naturale, dal rispetto alla conservazione dell'ambiente. Il simbolo dei suoi sforzi per diventare un punto di riferimento mondiale è la centrale idroelettrica di Gorona del Viento, che combina l'energia generata dai suoi mulini con quella prodotta da una cascata tra due bacini artificiali. Questa struttura innovativa è già stata in grado di soddisfare il consumo totale di elettricità dell'isola per lunghi periodi di tempo.
La sua politica “zero rifiuti”, la raccolta e la produzione di prodotti “bio” e un piano di mobilità - incentrato sulla conversione di veicoli che utilizzano combustibili fossili in veicoli elettrici - fanno dell’isola un pioniere di questi aspetti. El Hierro è un vero laboratorio di energia pulita e campagne a favore della consapevolezza ecologica. Questo impegno per l'autosufficienza e per la ricerca di soluzioni innovative è impresso nella storia dei suoi abitanti, che fin dall'antichità hanno considerato sacro l'albero di “Garoé”, capace di assorbire l'acqua dalle frequenti nebbie dell'isola.

www.elhierro.travel
https://www.spain.info/it/regione/el-hierro-isola/

Ulteriori informazioni:
www.goronadelviento.es

Nasce l’Olio Radicondoli 

Il sindaco Francesco Guarguaglini: “C’è un vento nuovo che soffia sul territorio, di sviluppo e valorizzazione che noi siamo impegnati a portare avanti”. Il sindaco di Radicondoli, saluta così la prima produzione di Olio Radicondoli. Un progetto da 1milione e 200mila euro grazie ad un Piano Integrato di Filiera della Regione Toscana che ha coinvolto circa 10 imprese agricole del territorio della rete dei coltivatori – Rete Evolution, due Università e l’amministrazione locale. Grazie a questo investimento da quest’anno c’è un frantoio completamente rinnovato, tecnologie all’avanguardia per il controllo della mosca grazie ad un software realizzato da Aedit, spin off del Sant’Anna di Pisa. Ed un olio bio, Olio Radicondoli, olio di comunità perché sono i coltivatori che hanno partecipato al progetto che cedono una parte del loro prodotto per la nuova etichetta. Tutta di qualità controllata. Per la prima volta sul mercato da quest’anno.
Il Comune ha seguito e segue con attenzione la realizzazione del progetto, con l’obiettivo di stimolare l’imprenditoria privata e sostenerla. “Insieme a Cosvig abbiamo anche acquistato due stazioni agro meteo – fa notare Guarguaglini - Noi siamo a fianco delle imprese. Se nasce l’olio Radicondoli vuol dire che c’è un tessuto capace di fare dell’innovazione il proprio terreno di sperimentazione. Questo si unisce all’impegno che mettiamo per aziende e persone. Infatti da dicembre 2019 ad ora il Comune ha investito circa 600mila euro per il sostegno alle imprese e per stimolare la residenza: contributi prima casa, rimborsi per i pendolari. E non ci fermiamo qui con il progetto che si riconosce all’interno di Wivoaradicondoli”.  L’olio doveva essere sul mercato già lo scorso anno. Ma l’“attacco di mosca” ne ha limitato la  produzione. La commercializzazione prenderà il via immettendo sul mercato 2/3000 litri  contando, nei prossimi anni, di raddoppiare la produzione. Grazie al Pif (Protezione Interessi Finanziari) è stato creato un raggruppamento di imprese. Ognuna cede con una percentuale libera dell’olio che produce per l’Olio Radicondoli che ha caratteristiche specifiche in relazione ad acidità, polifenoli e perossidi. Chi ha partecipato al progetto, ha investito in vari modi. Il Frantoio Pagliai (capofila) ha acquistato nuovi macchinari, altre aziende agricole hanno ampliato i terreni adibiti ad oliveto, qualcuno ha fatto infoltimenti e qualcuno ha recuperato vecchi oliveti abbandonati. In totale ci sono 15 ettari di nuovi impianti (più di 5000 nuovi olivi di cultivare toscane) e per altrettanti è in corso il recupero. 
Le caratteristiche dell’Olio Radicondoli 
E’ stato introdotto un disciplinare con indicazioni sia per la raccolta che per i tempi di frangitura. L’Olio Radicondoli ha qualità chimico-fisiche di eccellenza: acidità inferiore a quella ammessa per le Dop e Igp e una altissima carica di polifenoli. Risultati possibili anche grazie alle tecnologie in frantoio. “Le olive sono raccolte e frante nel giro di poche ore e questo fa sì che l’acidità sia ridotta al minimo  - racconta Pierangelo Beata del Frantoio Pagliaia -  Per la raccolta inoltre viene valutata  l’invaiatura, la maturazione dell’oliva che dal verde originario va gradatamente verso il colore caratteristico. Quando sulla pianta è presente il 50-70% di olive invaiate c’è la massima carica di polifenoli. E a quel punto, le aziende partono con raccolta e frangitura in modo da avere l’olio con parametri organolettici e chimici di eccellenza”. L’80% del territorio coltivato è bio. “Il software realizzato da Aedit, spin off del Sant’Anna di Pisa, permette di avere con qualche giorno di anticipo un allarme su un probabile attacco di mosca in modo di avere il tempo per fare trattamenti bio ed evitare danni alle olive”. 
Insieme alla tecnologia c’è un gioco di squadra. Per il corretto funzionamento del software per il monitoraggio della mosca, occorrono molti dati meteo e la rete dei coltivatori – Rete Evolution – ha potuto avere a disposizione questi dati grazie alle stazioni agro meteo acquistate dall’amministrazione comunale con l’intervento di Cosvig. “Tramite whatsapp  vengono comunicati i risultati a tutte le aziende della zona  -spiega Beata - Quando ci sono degli allarmi mosca vengono fatti i trattamenti in contemporanea. Quest’anno sono stati fatti dai 3 ai 5 trattamenti sulle olive a seconda dei prodotti usati. Sono state impiegate differenti strategie in zone diverse: dai funghi (microspore) antagonisti naturali della mosca, ad una miscela basata sul tannino del legno che disturba la mosca. E poi ci sono i trattamenti naturali anti stress a base di alghe dell’oceano atlantico che aiutano la pianta a superare fasi critiche come durante l’allegagione o legate a fenomeni come la siccità”.
Il frantoio da una capacità di circa di 4 quintali all’ora è passato a 20. Sono state installate macchine di ultima generazione a partire dal frangitore monogriglia a martelli, che esalta gli aromi e i profumi e permette un tipo di rottura dell’oliva che lascia più polifenoli nel prodotto finale. Le gramolatrici Molinova poi, completamente chiuse, fanno sì che non ci sia contatto con l’aria esterna e non inizi l’ossidazione. Anche in questo modo si tiene bassa l’acidità nell’olio.  Hanno anche acquistato l’Oxi tester che permette di fare le analisi chimiche in frantoio per acidità, polifenoli e perossidi. Ed ancora, c’è il  filtro a maniche in acciaio inox per il filtraggio dell’olio per chi vuole imbottigliare subito il prodotto e fare in modo che mantenga parametri costanti nel tempo eliminando le impurità. Nella zona imbottigliamento ed etichettatura, un’altra novità è la possibilità di insufflare azoto o argon nelle lattine e bottiglie, per una conservazione ottimale del prodotto. Sicuramente ci sarà una assunzione nel frantoio e la rete, che potrà ampliarsi, dovrà trovare una persona che si occupi della commercializzazione e logistica. Non solo. L’azienda capofila insieme all’Università di Siena e al Sansificio Caldini srl ha studiato anche il metodo per il recupero della polpa della sansa per farne un ammendante sotto forma di farina poi pellettizzata.

 Comune di Radicondoli
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www.wivoaradicondoli.it 

 

Tutte le bontà della contea di Wicklow, il “Giardino d’Irlanda”, anche online!

Conoscere l’Irlanda attraverso le sue eccellenze gastronomiche artigianali è un modo interessante per scoprire - anche a distanza - la particolarità delle differenti aree dell’isola, esaltate dalla passione di numerosi piccoli produttori. Un esempio perfetto, anche per le bontà che racchiude in sé, è la Contea di Wicklow, nell’Ireland’s Ancient East, poeticamente chiamata “Giardino d'Irlanda” e famosa per meraviglie come i suoi spettacolari panorami costieri, il Wicklow Mountains National Park e l’antichissimo insediamento monastico di Glendalough. Tra le esperienze di gusto più consigliate non possono mancare i workshop dedicati alla preparazione del cioccolato di Chocolate Garden of Ireland (https://chocolategarden.ie/),  l’istruttivo avvicinamento di Wicklow Wild Food s (http://www.wicklowwildfoods.com/) all’affascinante universo del foraging e le speciali lezioni della famosa chef Catherine Fulvio, alla Ballyknocken Cookery School (https://ballyknocken.ie/), pensate per far sì che le persone migliorino la loro abilità in cucina in modo divertente. Tra gli aspetti più belli di quest’ultima attività, la possibilità di utilizzare erbe,  verdure, bacche e frutti raccolti direttamente dove crescono. Indirizzo di riferimento per chi ama la birra artigianale è la Wicklow Brewery (https://www.wicklowbrewery.ie/, in cui scoprire aromi e profumi anche attraverso le appassionate chiacchiere con i maestri birrai. La Powerscourt Distillery (https://powerscourt.com/attractions/powerscourt-distillery/ è, invece, il luogo perfetto per gli estimatori dei whiskey pregiati. Oltre che per i distillati merita una menzione speciale anche per il luogo in cui si trova: la storica tenuta di Powerscourt Estate, con la sua villa in stile palladiano, uno dei più grandi giardini del mondo e la cascata più alta d'Irlanda. Ireland’s Artisan Pantry: il sito che raccoglie solo piccoli produttori artigianali e spedisce in tutto il mondo Il concept del sito Ireland’s Artisan Pantry (https://irelandsartisanpantry.com/) offre uno dei modi migliori per incontrare i produttori artigianali irlandesi anche a distanza. È, infatti, la prima realtà in assoluto ad aver lanciato la formula con sottoscrizione, associata unicamente a una selezione di piccole realtà regionali e con spedizioni anche all’estero (Italia compresa) a cifre contenute. L’idea alla base della sua nascita è il desiderio di offrire agli amanti del cibo di tutto il mondo la possibilità di avere accesso a prodotti unici, difficilmente reperibili attraverso i canali tradizionali della distribuzione e generalmente disponibili solo nei negozi locali specializzati o nei mercati contadini del territorio di riferimento. Prelibatezze dei verdi pascoli di Wicklow, delizie provenienti dalle frastagliate contee costiere dell'Irlanda del Nord, specialità della contea di Dublino, della contea di Cork e di altre aree irlandesi: ogni scatola racchiude prodotti alimentari provenienti da diverse regioni dell'isola d'Irlanda. E tra gli aspetti più divertenti della formula di questo sito c’è il contenuto a sorpresa!
L’acquisto si sottoscrive, infatti, alla cieca e si riceve una scatola contenente una selezione di prodotti (minimo sei), deliziosi e difficili da trovare, che si scoprono solo a consegna avvenuta: cioccolato, dolci, marmellate, conserve, biscotti, ma anche prelibatezze salate.  I box di Ireland’s Artisan Pantry consentono, inoltre, di "incontrare i produttori" attraverso un opuscolo informativo sulla loro regione, ricco di consigli sulle migliori esperienze culinarie e attrazioni legate al gusto. Si può scegliere la spedizione una tantum o abbonamenti che vanno da uno a dodici mesi. Ogni confezione è un piccolo viaggio che permette di esplorare la geografia dell'isola d'Irlanda, assaporando i migliori prodotti locali che definiscono il genius loci, scoprendo la storia di chi li ha creati e condividendo l'unicità dei loro sapori 100% Irish.
“Last but not least”, legata alla formula sorpresa, l’emozione di aspettare l’arrivo della scatola, godendosi la piacevole aspettativa di un’apertura “al buio”: perfetta per gli appassionati delle delizie irlandesi, per chi aspetta di tornare In Irlanda quando sarà possibile o per chi ha nostalgia di un luogo chiamato casa. 

www.irlanda.com

Giulio Cocchi: dal 1891, Vermouth e bollicine 100% piemontesi

Il Tartufo Bianco d’Alba è tra i protagonisti indiscussi dell’autunno piemontese: l’ingrediente più intrigante e fascinoso delle tavole di questa stagione ha ormai conquistato gli chef di tutto il mondo e incontra oggi un’altra importante categoria, quella dei bartender, grazie al progetto dell’Ente Fiera Nazionale del Tartufo Bianco d’Alba in collaborazione con Giulio Cocchi. Obiettivo dell’iniziativa è quello di sposare i gusti dei vini aromatizzati, in particolare del Vermouth di Torino, con il sapore inconfondibile del Tuber magnatum Pico attraverso ricette ufficialmente riconosciute da Ente Fiera e Cocchi. Il progetto unisce idealmente due città piemontesi: Alba, capitale internazionale del Tartufo Bianco, e Torino, capitale del Vermouth, passando per Asti e Barolo. Due prodotti di assoluta eccellenza, il Vermouth di Torino e il Tartufo Bianco d’Alba, riuniti in un ricercato cocktail ideato dal barman Maxim Schulte, 11° e ultimo Head Bartender dell’American Bar del Savoy di Londra, attualmente alla guida del Cocktail Bar al Kol Restaurant di Marylebone. Nasce così, nella capitale del Regno Unito, la ricetta di Alba – Torino, un cocktail dove lo Storico Vermouth di Torino infuso con il Tartufo Bianco d’Alba si unisce al Barolo Chinato Cocchi, che nasce proprio come il Tartufo dal cuore delle Langhe, e al London Dry Gin per un risultato dai profumi e dai sapori ricchi, avvolgenti e inebrianti. È una ricetta volutamente minimalista, ma di grande efficacia e replicabile anche nei ristoranti che dispongano dei quattro ingredienti originali richiesti, con la certezza di ottenere un ottimo cocktail stagionale di alto livello.
A Milano intanto, Guglielmo Miriello, bar manager del Ceresio 7, raccoglie l’ispirazione e propone Italian Gentleman, cocktail complesso dal profilo armonico, morbido, robusto, nel quale emergono le note lievemente amaricanti dei fiori di genzianella (nel Cocchi Americano) e della corteccia di china (nel Barolo Chinato) intrecciate sapientemente a quelle del Tartufo lamellato sul momento. 
Si conferma così, ancora una volta, la versatilità sia del Tartufo che dei vini aromatizzati piemontesi di Cocchi, perfetti anche nell’abbinamento con ingredienti non canonici: spunti per realizzare nuovi cocktail e nuove proposte di cocktail “gastronomici” all’insegna della creatività e della piemontesità. 
Chi vorrà cimentarsi nella sfida di utilizzare il Tartufo Bianco d’Alba come ingrediente di un drink prezioso ed esclusivo, potrà inviare la sua ricetta completa di foto in alta risoluzione e/o filmato a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.: le migliori proposte verranno pubblicate sui social di Giulio Cocchi e della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba.La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è una delle principali vetrine dell’alta gastronomia e delle eccellenze italiane. Cuore della Fiera, nei mesi autunnali, è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, luogo ideale per apprezzare e acquistare i tartufi del territorio di Langhe, Monferrato e Roero. All’interno del Mercato del Tartufo viene allestito ogni anno l’Alba Truffle Show: lo spazio dei Cooking Show con i grandi chef, le Analisi Sensoriali del Tartufo, le Wine Tasting Experience, gemellaggi con territori d’eccellenza enogastronomica e “matrimoni del gusto” tra le colline di Langhe, Monferrato e Roero insieme a ospiti, incontri e dibattiti.Da quest’anno, ad ampliare l’offerta della Fiera, che celebra la sua 90ª edizione, arrivano anche le digital experiences: dal 6 novembre, infatti, l’esperienza del Tartufo Bianco d’Alba e dei prestigiosi vini che il nostro territorio è capace di regalare si potrà vivere online, attraverso la vetrina digitale delle eccellenze piemontesi che è stata lanciata con il Truffle Hub, presso la pertinenza del Castello di Roddi.
Attraverso l’Alba Digital Truffle Lab, i Giudici del Tartufo del Centro Nazionale Studi Tartufo accompagneranno i partecipanti alla scoperta del fungo più pregiato del mondo. Il format sarà arricchito dalle nozioni sul metodo di ricerca, dalle basi organolettiche per la qualità del Tartufo Bianco d’Alba. A chi acquisterà online l’esperienza, verrà spedito a domicilio un box contenete prodotti tipici del territorio e una coppia di tovagliette all’americana realizzata da Frette.
Per gli amanti del vino sarà inoltre possibile prendere parte al Langhe Digital Wine Lab, che offrirà degustazioni digitali guidate alla scoperta dei grandi vini piemontesi, in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani e Consorzio Alta Langa DOCG grazie alla partnership con Microsoft Italia, attraverso la piattaforma Teams. Un ricco calendario di appuntamenti – attraverso cui si scoprirà la caratterizzazione organolettica delle varie tipologie di vino, la degustazione e l’abbinamento dei vini con il cibo – consentirà ai partecipanti di vivere le emozioni che solo i grandi vini sanno regalare, sotto la guida esperta di sommelier dell’AIS Piemonte. Per il servizio – disponibile in tutta Italia, Europa e sulla East Coast degli Stati Uniti – basterà iscriversi con qualche giorno di anticipo, registrarsi e attendere l’arrivo del kit per la degustazione.
Per tutte le informazioni sulle modalità di partecipazione online agli eventi della Fiera e per le prenotazioni, https://www.fieradeltartufo.org/truffle-hub/alba-digital-truffle-lab/ e https://www.fieradeltartufo.org/truffle-hub/langhe-digital-wine-lab/.
Giulio Cocchi era un giovane e creativo pasticciere di Firenze che, a fine ‘800, in viaggio in treno verso Torino, scese ad Asti per denunciare il furto della sua valigia. Stando alla storia di famiglia, Giulio si innamorò della figlia del proprietario di uno dei bar affacciati sulla centralissima piazza Alfieri; sembra che il suo amore fosse ricambiato, tanto che si sposarono e ancora oggi quel bar è conosciuto come “Il Cocchi”, punto di riferimento per gli astigiani.L’idea di Giulio Cocchi, eccezionale per l’epoca, fu di aprire rivendite autorizzate dove far degustare i suoi prodotti. Nel 1913 c’erano già sette filiali di degustazione Cocchi in Piemonte, che in breve diventano 12.
Affascinato dalla tradizione enogastronomica piemontese, Giulio Cocchi scoprì in Asti la capitale del Moscato e una diffusa tendenza ad aromatizzare i vini con erbe e spezie. Vi stabilì nel 1891 la sua attività specializzandosi nella creazione di vini aromatizzati e spumanti, come l’Asti Docg allora con il metodo classico tradizionale, oggi utilizzato per l’Alta Langa Docg.
In particolare, Giulio Cocchi creò ricette originali per il Barolo Chinato già nel 1891, diversi tipi vermouth e l’Aperitivo Americano, ottenendo successo e fama in breve tempo. 
Dal 1978 la Giulio Cocchi fa capo alla famiglia Bava, produttrice di vini in Monferrato e Langa, che ha modernizzato l'azienda ponendo le basi per quello che è tornato a essere un marchio di culto nel mondo; con i Bava la produzione Cocchi si è focalizzata sull’uva e i suoi derivati abbandonando la distillazione. 
Tra i risultati degli ultimi 40 anni, la difesa del Barolo Chinato dall’oblio e il rilancio del Vermouth di Torino: lo Storico Vermouth di Torino Cocchi è stato infatti propulsore della rinascita internazionale della denominazione “di Torino” tra i vermouth di alta gamma. Forte anche l’attenzione per il mondo degli Spumanti di qualità, sia con metodo italiano che metodo classico tradizionale, e l’impegno per la creazione e valorizzazione della Docg Alta Langa, di cui Cocchi è da sempre uno dei paladini più impegnati.
A definire lo stile Cocchi sono l’eleganza e l'autenticità, la qualità del vino e degli ingredienti, l’esperienza tecnica centenaria e una passione e una creatività che non sono mai venute meno negli anni. 
Oggi Cocchi è presente in 70 mercati nel mondo: nelle enoteche, nell’alta ristorazione e nei migliori cocktail bar dei cinque continenti.

 

 

 

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L'ottimo Salmone affumicato Foodlab

Sano, bello e molto gustoso: il salmone è l’alleato perfetto per i menù delle Feste. Foodlab lo affumica con un procedimento artigianale unico per esaltarne a pieno tutte le qualità. 
Acque fredde e cristalline, correnti vorticose, onde increspate dal vento e spume incontaminate. Arriva da lontano, dai mari della Norvegia, della Scozia e perfino dell’Alaska, il salmone più pregiato che Foodlab, azienda tutta italiana con sede nel cuore della food valley parmense, seleziona con cura, lavora, affumica per poi distribuire nel nostro Paese.
Il risultato? Un’esplosione di gusto capace di stupire anche i palati più esigenti. Un’eccellenza gastronomica frutto di un processo produttivo unico, attento e meticoloso all’insegna della passione e dell’artigianalità. Un ‘tocco arancione’ - 100% gourmand - pronto ad arricchire e a rallegrare tutte le tavole di queste Feste ormai alle porte.

Dal mare alla tavola
Diversi tagli e diversi formati per esaltare le mille sfumature di sapore e per soddisfare tutte le esigenze. Un unico comun denominatore: una rigorosa lavorazione a mano durante tutti i passaggi fondamentali. Dalla filettatura alla salatura, fino al confezionamento.
Ma il vero plus del salmone Foodlab è il suo lento e naturale processo di affumicatura: 2,5 ore a 30° C con pregiato legno di faggio. I fumi sprigionati dalla combustione, senza fiamma viva, avvolgono il pesce per intero regalandogli il caratteristico aroma. Ma non è tutto, il salmone proveniente dall’Atlantico arriva fresco negli stabilimenti Foodlab e non viene mai congelato né durante né in seguito alla lavorazione. Un percorso tutto al naturale, per una produzione just in time, che permette di preservare intatto il gusto e la consistenza della carne. Dal mare alla tavola.

Quando buono fa rima con sano
Il salmone è un pesce davvero straordinario. Energico, bello a vedersi e dall’indole anticonformista. Basti pensare che nasce in acqua dolce per poi migrare, a circa due anni di età, nel mare salato dove cresce e resta fino a quando, spinto da un irresistibile istinto, decide di compiere un eroico viaggio risalendo controcorrente i fiumi e i torrenti nativi per deporre le uova. Ma è anche un pesce sano e nutriente. Pochi alimenti possiedono tante virtù nutritive quanto il salmone. Ricco di proteine nobili, contiene tutti gli amminoacidi essenziali, le vitamine B, D e A e fosforo. L’assunzione di pesce ricco di grassi Omega-3, che hanno una funzione protettiva sulle arterie e che potrebbero aiutare a prevenire malattie cardiovascolari, risulta importante all’interno di una dieta equilibrata.

Foodlab nasce nel 2000 nel cuore della food valley parmense dall’idea imprenditoriale di tre fratelli - Gianpaolo, Francesco ed Elisabetta Ghilardotti - che trasformano la loro passione per la cucina in un’azienda specializzata nella lavorazione e commercializzazione di salmone affumicato, marinato e aromatizzato e di altre tipologie di pesce affumicato. Tanta strada è stata fatta da allora: oggi l’azienda si muove da leader nel proprio mercato di riferimento. Nell’attuale stabilimento di Polesine Zibello, in provincia di Parma (9.000 m2 pronti per essere raddoppiati) trovano lavoro circa 100 dipendenti (che salgono a 200 nel periodo natalizio) e vengono lavorate ogni anno 2.000 tonnellate di materie prime. Il fatturato 2019 è stato di circa 30 milioni di euro (+18,5%). Ogni giorno le famiglie italiane e gli chef dei migliori ristoranti gustano e utilizzano i salmoni Foodlab.

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