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Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

The Gin Way incontra Carbogang per dare vita a Carboidratami

Per celebrare il Carbonara Day e il Gin and Tonic Day, il team di The Gin Way ha dato vita a “Carboidratami”, una mistery box realizzata in collaborazione con Carbogang. Una maniera inedita di gustare un piatto di pasta alla carbonara in abbinamento a un gin tonic. The Gin Way (www.theginway.com) la start-up italiana che ha fatto conoscere “il nuovo modo di bere gin” grazie alle mistery box in abbonamento focalizzate su gin premium italiani, ha dato vita, in collaborazione con Carbogang, a Carboidratami. Il progetto, ideato per celebrare due ricorrenze speciali - il Carbonara Day di martedì 6 aprile e il Gin and Tonic Day di venerdì 9 aprile - non solo rappresenta un incontro tra gin e pasta alla carbonara, ma l’unione delle forze di due giovani realtà che hanno fondato su una passione la propria attività. 
Dal 6 al 12 aprile, sul sito www.carboidratami.it, sarà possibile ordinare una delle 150 box prodotte in edizione limitata. All’interno il cliente potrà trovare il classico contenuto proposto da The Gin Way (un gin appositamente selezionato per l’abbinamento, le toniche, i garnish, gli snack e qualche originale gadget) affiancato dal carbokit per 4/5 persone composto da una confezione di pasta, guanciale artigianale stagionato 90 giorni, pecorino romano DOP e pepe nero del Madagascar. Visto che sarà necessario spadellare nella box si potrà trovare anche un grembiule realizzato appositamente per l’iniziativa.
Carbogang (www.carbogang.com) proprio come The Gin Way, è una realtà giovane lanciata nel 2017 da quattro ragazzi trentini, Emanuele Riccardo Costella, Sebastiano Dalsasso, Alessio Tomarelli e Alex Valle, con la passione per il cibo, e in particolare per la carbonara, piatto che amano ma lontano dalla tradizione culinaria della loro terra d’origine. Un altro comune denominatore di The Gin Way e Carbogang è inoltre quello della costante ricerca di quei prodotti che fanno dell’Italia un’eccellenza in ambito enogastronomico. Le box saranno messe in vendita, unicamente nella fascia temporale che va dal 6 al 12 aprile, ad un prezzo imbattibile: 79,00 euro (spese di spedizione incluse). La consegna delle box di Carboidratami, con corriere espresso, avrà luogo dal giorno seguente la chiusura della promozione, ovvero dal 13 aprile.
«La sinergia con Carbogang – affermano Alessio Maccione, Cesare Zavattaro e Sabrina Sinigaglia, fondatori di The Gin Way – è nata in modo spontaneo. Siamo due realtà che parlano a un pubblico molto simile che ha, tra le tante, una cosa in comune: la condivisione di un momento tra le mura di casa non incentrato su qualcosa di pronto e veloce, ma legato ad un concetto di qualità e che richiede una preparazione. Nelle case italiane la cucina, come luogo fisico, è il punto di raccolta della famiglia. Anche nelle cene tra amici è usuale gironzolare attorno a chi cucina con un bicchiere in mano: cosa c’è quindi di meglio di un gin tonic mentre sfrigola il guanciale di maiale?».

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www.carboidratami.it

 

Da secoli la colazione pasquale marchigiana con la “Casciotta d’Urbino” Dop

Da secoli sulle tavole della colazione pasquale marchigiana la “Casciotta d’Urbino” Dop

È una preziosa opera d'arte, ovvero fatta ad arte da maestri casari, veri custodi delle nostre tipicità gastronomiche e dell'ambiente. Un formaggio nato dal latte di animali liberi, sani e felici che compone la tavola della tradizione pasquale marchigiana insieme ad altri ingredienti speciali come “crescia” al formaggio, uova e frittata di erbe e ciauscolo. È la Casciotta d’Urbino Dop, eccellenza agroalimentare italiana e marchigiana, simbolo della provincia di Pesaro e Urbino, il primo formaggio ad aver conquistato la Denominazione di Origine Protetta.
Protagonista di una storia d’amore secolare con il suo ambasciatore più illustre, Michelangelo Buonarroti, la Casciotta d’Urbino Dop divenne una specialità distintiva marchigiana con il signore del Ducato di Urbino, Federico da Montefeltro, che decise di proteggere il suo territorio dalle scorrerie dei pastori transumanti agevolando l’uso dei pascoli per gli allevatori locali. La produzione di piccole forme rotonde, morbide e dal sapore delicato si affinò fino ad arrivare agli anni ’60 del secolo scorso quando le “vergare”, donne di casa del pesarese dedite all’allevamento del bestiame, coniarono l’odierna formula magica: latte ovino 70-80% e latte vaccino 30-20%.
Oggi, questa formula magica è protetta dal Disciplinare di Produzione, garante anche della definizione e del rispetto delle regole di lavorazione casearia fondamentali per ottenere un formaggio di alta qualità e buono come da tradizione. Per tutelarne l’eccellenza, al Disciplinare si affianca il Consorzio di Tutela Casciotta d’Urbino Dop che si occupa anche della sua promozione e valorizzazione.
La Casciotta d’Urbino Dop, regina della tavola già dal XV-XVI secolo, è inconfondibile sin dal nome che la distingue dalla classica caciotta grazie alla caratteristica “S”, frutto di un fortunato errore di trascrizione di un impiegato ministeriale del ‘500.
Ma anche il gusto è altrettanto inconfondibile: dolce e delicata, ha il sapore del burro e del latte fresco col quale viene prodotta. Friabile e molle, all’olfatto è fragrante e aromatica. Una vera perla, versatile e perfetta per impreziosire le ricette …e le colazioni più diverse!

CONSORZIO TUTELA CASCIOTTA DI URBINO DOP
Via Cerbara, 81 - 61030 COLLI AL METAURO (PS) Italy 
Tel. e Fax +39 0721 87981 
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Simone Dalla Valle presenta l’O.P. Eurocirce...

Simone Dalla Valle (nella foto) è un uomo pragmatico, che “guarda e vede oltre”. Dal 2017 è presidente dell’O.P. Eurocirce, una cooperativa agricola con sede a Terracina, in provincia di Latina. Classe 1981, Dalla Valle da sempre è stato vicino alle tematiche agricole, in particolare a quelle dell’associazionismo, avendo ereditato dalla famiglia la passione, i valori e... i sacrifici che questa attività comporta. Eurocirce si trova nell’Agro Pontino, ai confini con il Parco Nazionale del Circeo: un ampio comprensorio da sempre vocato all’agricoltura. Qui i fattori pedo-climatici garantiscono condizioni ideali per la produzione di verdura e frutta di alta qualità. Nel 2020 Eurocirce ha sviluppato un fatturato superiore ai 25 milioni di euro, con 37 mila tonnellate di ortofrutta conferita da 100 soci su una superficie complessiva di 400 ettari. Il presidente ci descrive come questa importante struttura ortofrutticola è nata, cresciuta e quali sono gli obiettivi dell’immediato futuro.

Presidente Dalla Valle, com’è nata Eurocirce?
Dobbiamo tornare indietro nel 1979, quando il consorzio Eurocirce raggruppò sei

cooperative, realtà agricole situate nei comuni di Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina,
con l’obiettivo di unire le forze per commercializzare i loro prodotti. Il consorzio cresceva e si
pensò di costruire nuovi spazi per la raccolta, il confezionamento, la logistica e
l’amministrazione. Nel 2007 Eurocirce si insediò nei nuovi stabilimenti di Terracina.
I produttori agricoli avevano compreso che, aggregandosi, avrebbero potuto ottenere
importanti sinergie operative e, di conseguenza, operare con maggiori probabilità di
successo nel mercato globale. In tutti questi anni, però, Eurocirce ha sempre mantenuto un
occhio vigile, o meglio un severo controllo, sull’alto livello qualitativo della frutta e verdura
coltivate dalla base sociale. L’intera produzione, infatti, viene raccolta e subito portata nello
stabilimento, dove viene selezionata, confezionata e spedita quotidianamente, per giungere
nelle migliori condizioni di freschezza nei negozi e supermercati.

Cosa rappresenta oggi Eurocirce?
Oggi Eurocirce può contare su 100 soci, tutti produttori agricoli, che coltivano

complessivamente una superficie di 400 ettari. Gran parte della produzione ortofrutticola
(circa il 60 per cento) viene coltivata in serra. Dobbiamo sottolineare che abbiamo investito
molto per ottimizzare le produzioni con la dotazione degli impianti tecnologici più moderni e
all’avanguardia. Possiamo contare poi su oltre 20 mila metri quadrati di superficie coperta,
con 200 dipendenti e collaboratori, per la lavorazione e lo stoccaggio dei prodotti freschi,
che ogni giorno inviamo sui mercati generali e alla GDO.

Cosa assicurate ai vostri consumatori finali?
Eurocirce è impegnata a garantire che ogni giorno giungano prodotti di ottima qualità sulle

tavole dei consumatori. L’attenzione della nostra intera filiera verso le esigenze e le
aspettative della clientela e dei consumatori finali è massima e si concretizza nel continuo
monitoraggio dell’intera dinamica del comparto ortofrutticolo, così da fornire sempre
risposte esaurienti alle mutevoli richieste del mercato. Per questo effettuiamo audit interni
ed esterni a intervalli regolari e a sorpresa per verificare la piena conformità dei prodotti, della
filiera di lavorazione, degli imballaggi, del personale, in definitiva dell’intero processo produttivo.

Dove vengono commercializzati i vostri prodotti?
Eurocirce commercializza la propria produzione in tutta Italia, in particolare nei mercati del
Centro e del Nord Italia. Inoltre inviamo partite di ortofrutta sui principali mercati europei,
tra cui Germania, Francia, Polonia e Paesi nordici.

E sul livello qualitativo dei vostri prodotti?
Eurocirce è riconosciuta come Organizzazione di Produttori ai sensi del reg. CEE 123/2007.

L’obiettivo che perseguiamo ogni giorno e per il quale ci adoperiamo costantemente è
garantire al consumatore finale un prodotto sano e di ottima qualità e siamo convinti che,
avvalendoci della nostra esperienza, della ricerca e dello sviluppo di soluzioni legate ai
nostri processi produttivi, coadiuvati dalla tecnologia, possiamo raggiungere il nostro
obiettivo. Senza contare che il passaparola legato all’alta qualità della produzione
ortofrutticola di Eurocirce è stato finora il nostro miglior biglietto da visita e il messaggio
pubblicitario più efficace.

Come è organizzata e su quali referenze può contare la vostra filiera di produzione?
Eurocirce dispone delle certificazioni BRC, GLOBAL, GAP, GRASP, IFS. Possiamo fornire

alla GDO la nostra ortofrutta fresca, oltre a offrire prodotti in vassoio.
I nostri produttori conferiscono una quarantina di referenze tra frutta e verdura. Quelle
maggiormente coltivate sono le zucchine, i fiori di zucca, le angurie, le carote, i cavoli rapa,
i cetrioli, i fagiolini, le melanzane, i pomodori, i ravanelli bianchi lunghi e i peperoni.

Quali sono le prospettive di Eurocirce?
Il fatturato nel 2020 è stato soddisfacente, avendo sviluppato un fatturato di oltre 25

milioni di euro. Siamo dispiaciuti però per la rimuneratività ancora troppo bassa delle
nostre produzioni, minacciate peraltro anche dalla dura concorrenza spagnola, favorita
dall’anticipo dei loro tempi di maturazione per “invadere” i mercati italiano e
internazionale. In ogni caso, noi continuiamo a nutrire grande fiducia nel nostro lavoro: ne
sono prova tangibile i continui investimenti che insistiamo imperterriti a fare nelle nostre
aziende agricole, puntando sulla qualità delle produzioni e sul biologico.
Stiamo puntando a far crescere le giovani generazioni per superare le difficoltà di qualsiasi
cambio generazionale. Nella nostra compagine sociale, inoltre, possiamo contare anche
innumerevoli donne, imprenditrici agricole di notevole passione e spessore tecnico; una ha
appena 23 anni. Il punto di forza di Eurocirce è di produrre la miglior verdura e la migliore frutta.
La nostra prima, grande soddisfazione è sapere che il nostro cliente e, quindi, anche il consumatore
finale siano contenti (e ci ringraziano) per i prodotti sani e gustosi che abbiamo fornito.

Per ultima, la domanda più intrigante: dall’incalzante globalizzazione agronomica avete potuto
cogliere qualche novità vegetale da coltivare nell’Agro pontino e proporre al mercato?
So che siete molto attenti sul fronte delle innovazioni merceologiche...
In effetti sul fronte della ricerca agronomica siamo molto impegnati a individuare nuove

specie o varietà da testare e proporre, in caso positivo, al mercato. Proprio in questi mesi,
stiamo vivendo un momento di grande fervore sperimentale e, pur essendo obbligato a
mantenere una certo riserbo, qualche primizia mi sento “obbligato” a fornirla.
La prima novità è la Radice di Prezzemolo: quasi sconosciuta in Italia, Eurocirce detiene il
monopolio nazionale della sua produzione (l’unico altro paese produttore è il Portogallo) e
la esporta con successo in Polonia, Romania e altri paesi dell’Est. Rigonfie e carnose, le radici
del prezzemolo ricordano nell’aspetto una carota bianca o una pastinaca, ma il loro sapore è molto
più elegante e raffinato, tendente quasi alla nocciola, tanto da farne un ingrediente prezioso in cucina.
Il secondo prodotto è la Barbabietola Rossa. Molto apprezzata in Centro Italia e nei paesi del nord
Europa, questo tubero possiede molteplici proprietà nutrizionali e fitoterapiche. La sua povertà di
calorie e l’opposta ricchezza di sali minerali (ferro, calcio, potassio, fosforo e sodio) e vitamine del
gruppo B e C ne esaltano le proprietà depurative, remineralizzanti e digestive. L’ultima novità è
rappresentata dal pak-choi o cavolo cinese: una interessante varietà di brassicacea, diffusa in
Estremo Oriente. Questo super alimento di origine orientale è caratterizzato dal sapore delicato
e lievemente amarognolo con un profumo piacevole. Presenta foglie carnose e croccanti, che
ricordano quelle delle bietole, e gambi allungati, simili al sedano. Dal punto di vista nutrizionale
si contraddistingue per l’alta concentrazione di vitamine del gruppo A e C, dal buon contenuto
di sali minerali, come calcio e fosforo, fibre e proteine, senza dimenticare che il pak-choi è un
alimento ipocalorico dal notevole potere antinfiammatorio.

Intervista a cura di “DragoPress”
Agenzia di Comunicazione Giornalistica
www.dragopress.it

O.P. Eurocirce
+39 077375622/23/24
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Contatti presidenza
+39 3317084128
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Via S.R. Pontina 148, km. 97,335
04019 Terracina (LT) Italia

Il Covid 19 ‘non ferma’ il Vitellone Bianco Appennino Centrale IGP… 

Presentati dal Consorzio di tutela i dati del 2020 che confermano un andamento positivo e una sostanziale tenuta per il settore: 17.621 capi bovini certificati, 3180 allevatori, 1079 macellerie, 119 laboratori di lavorazione e 80 operatori commerciali attivi sul territorio. 
Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP ha ottenuto nel 1998 l’Indicazione Geografica Protetta, primo marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dall’Unione Europea per l’Italia. Una IGP che certifica la carne prodotta dalle razze tipiche dei territori dell’Appennino centrale: Chianina, Marchigiana e Romagnola per animali nati e allevati nelle aziende di detta area tipica e sottoposti ai controlli per le verifiche del rispetto del disciplinare di produzione, venduti nei punti vendita autorizzati.
L’impatto della pandemia 
L’annus horribilis 2020 ha interessato anche il Vitellone Bianco IGP senza, però, incidere in maniera particolarmente grave. Un calo fisiologico c’è stato, venendo meno il mercato relativo al consumo fuori casa e alla ristorazione scolastica e collettiva. L’anno scorso, infatti, i capi bovini certificati IGP Vitellone Bianco IGP dell’Appennino Centrale sono stati 17.621 contro i 18.194 del 2019 con una flessione del 3,1%. È addirittura in controtendenza il dato degli allevamenti con 4 nuovi ingressi nella filiera in controllo del Consorzio, mentre si mantengono stabili il numero di laboratori e quello degli operatori commerciali e si registra un lieve calo    (-6) sulle macellerie.
Vent’anni di crescita costante
La “tenuta” del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP anche in questo anno difficile è frutto di un lavoro costruito negli anni. Un lavoro che ha permesso di sviluppare le potenzialità della filiera zootecnica legata alle razze bovine tipiche dell’Italia centrale. Dal 2000 al 2020 il numero di allevamenti che hanno deciso di aderire ai controlli è cresciuto del 92 per cento, passando da 250 a 3180. Nello stesso periodo si è registrato un boom di adesioni anche dei punti vendita, passati da 58 a 1079, con un + 94 per cento. 
Dal punto di vista delle certificazioni si è passati dalle 12808 del 2007 alle 17621 del 2020, con un + 27 per cento nell’arco dei 13 anni. Rispetto alle razze, sempre in questa finestra temporale (2007 – 2013) si registrano un + 39 per cento per la Marchigiana, passata dai 3840 capi del 2007 ai 6274 del 2020, un + 32 per cento della Chianina, con un salto da 6344 a 9317 e una flessione del 10 per cento della Romagnola, che passa dai 2624 capi del 2007 ai 2030 del 2020.
L’importanza del marchio IGP
“Il marchio ‘Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP’ - sottolinea il direttore Andrea Petrini - è un elemento di forza e una garanzia di qualità. Un valore aggiunto che ci ha consentito, anche nel 2020, di mantenere numeri importanti con un lieve calo dovuto alla pandemia. Il valore crescente del sistema di produzione tradizionale sviluppato all’interno dell’area tipica e i sistemi di controllo costanti e sistematici su tutta la filiera, hanno consentito di affermare il nostro marchio come un sinonimo di fiducia, garanzia di sicurezza, di qualità e di trasparenza in tutte le fasi della produzione e della commercializzazione oltre a rappresentare un’importante fonte di reddito e di tutela per molti territori, anche marginali, del centro Italia”.
Cresce l’impegno sul fronte della promozione e della comunicazione
“Il Consorzio - continua Petrini - ha intrapreso importanti interventi di promozione e di tutela anche per affrontare la leggera flessione avvenuta a causa degli effetti sul mercato della pandemia. Abbiamo incrementato l’attività informativa sui canali tradizionali come su quelli social e abbiamo implementato i contenuti del sito istituzionale sempre più un punto di riferimento per appassionati, soci e professionisti del settore”. Anche gli agenti vigilatori del Consorzio hanno continuato, nel 2020, la loro importante azione di tutela e vigilanza sul territorio. Sono state 104 le visite ispettive svolte in particolare sulle macellerie, sui laboratori di prodotti trasformati e sulle mense scolastiche con 379 analisi di tracciabilità della carne tramite DNA svolte.

CONSORZIO DI TUTELA DEL VITELLONE BIANCO APPENNINO CENTRALE IGP
Via delle fascine, 4 - 06132 San Martino in Campo – Perugia (PG)
Tel. 075 6079 257 - Fax 075 39 85 11

Debutto della nuova Cassa CPR System all’Iper Rozzano del Gruppo Ortofin

E’ di questi giorni il debutto della nuova cassa CPR System in area test, all’Iper La Grande I di Rozzano sul Naviglio (Milano). La nuova cassa nasce da un percorso di ricerca e sviluppo durato due anni che ha visto coinvolte importanti istituzioni scientifiche nazionali tra cui il Politecnico di Milano che ha messo a punto progetto e design ed anche dall’esigenza di rinnovamento espresso dalla Grande Distribuzione per migliorare la caratterizzazione delle aree espositive del reparto ortofrutta.
Il leitmotiv della nuova cassa CPR è la sostenibilità, sia ambientale sia economica.
Questo tema, che da sempre ha caratterizzato l’attività di CPR, oggi diventa ancora più determinante ed orientato a perseguire gli obiettivi dell’Agenda Europea 2030.
La cassa, di colore neutro, rispetto alla precedente, ha un peso minore, che va dal 4 al 9% e  una base più bassa di 5 mm, inoltre presenta una leva per l’ apertura e la chiusura facilitata.
La minore altezza della base ed il minore peso, consentono un risparmio logistico di circa il 20%, derivante dalla riduzione dei trasporti delle casse vuote e potrebbe consentire risparmi, per alcuni formati, anche nei trasporti con le casse aperte, riempite di prodotti.
Questo significa una diminuzione delle emissioni di anidride carbonica per contribuire attivamente al raggiungimento degli obiettivi europei che prevedono una riduzione delle emissioni del 66% da qui, al 2030.
La nuova cassa è anche smart e tecnologicamente avanzata: è dotata di una etichetta Smart-Label e del tag R-FID. Si tratta di innovazioni che segnano un passo importante verso il futuro perché consentiranno una automazione di processo per tutta la filiera.
La Smart Label e il tag R-FID, favoriscono l’ottimizzazione dei processi distributivi, l’acquisizione di informazioni importanti sui flussi dei prodotti, aumentando l’efficienza lungo tutta la filiera, dall’attività di confezionamento nel magazzino di lavorazione del produttore ortofrutticolo, alla piattaforma distributiva e ai punti vendita.
Una volta conclusa la verifica sul campo con il Gruppo Ortofin, inizierà la fase di progressiva introduzione della nuova cassa in tutte le altre insegne della Grande Distribuzione aderenti al Gruppo Cpr System prevista dal secondo semestre 2021.
Lo switch tra le vecchie e le nuove casse (circa 16 milioni il parco attuale) avverrà quindi in modo graduale ed in un tempo stimato di circa 2 anni.
La base sociale di CPR System sarà informata a partire dalle prossime settimane in incontri specifici in webinar sulle nuove caratteristiche della cassa e sulle modalità operative e gestionali necessarie al processo.
La profonda trasformazione che coinvolgerà CPR System nei prossimi mesi è un percorso che guarda al futuro puntando all’innovazione tecnologica, alla sostenibilità e alla responsabilità sociale con l’obiettivo di trasferire valore all’intera filiera.

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+39 348 5241954

Loison presenta la novità Pasqua 2021: la colomba al Caramello salato

La Colomba al Caramello salato è il nuovo gusto di primavera che conquista già dall’aspetto voluttuoso: una copertura di cioccolato bianco e nocciole Piemonte Igp e farcito con la crema al Caramello salato Made in Loison. Il nuovo gusto fa parte della collezione Genesi che raccoglie i sapori classici Made in Loison.
Pasqua 2021, il nostro mood: la primavera con gli occhi dell'artista
Attraverso i vostri occhi, Sonia Design vi offre l’interpretazione della primavera da parte di alcuni artisti del ‘900 che hanno espresso le loro emozioni interiori, utilizzando il mondo magico dei colori donato dai fiori. Ognuno a suo modo, con diversi tratti, a espressione della propria personale sensibilità, ha interpretato la natura floreale.
A questo tema Sonia Design ha dedicato 3 collezioni: SOGNO, FANTASIA, EVASIONI
Pasqua le Collezioni TOP 2021 
Dalla tradizionale Colomba gusto classico ai ricercati gusti gourmet come la colomba al mandarino di Ciaculli (Presidio Slow Food) le collezioni dedicate alla Pasqua 2021 riuniscono l’eccellenza di casa Loison per offrire Colombe artigianali di alta qualità, racchiuse in eleganti e ricercate confezioni.
 Ecco le collezioni ROMANTICA, con il sacchetto da riutilizzare, la LATTA Limited Edition, dedicata alle uova di Fabergé e la CAPPELLIERA che quest'anno raddoppia il gusto: Classico e Cioccolato

 

Colomba Caramello Sala
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La Colomba artigianale al Caramello Salato è un dolce a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, avente forma irregolare ovale, che ricorda la colomba. La pasta è particolarmente soffice per l’utilizzo di burro, latte e panna freschi, ha una buona alveolatura ed è arricchita di gocce di cioccolato al latte, crema di caramello al burro salato e Vaniglia naturale Mananara del Madagascar*. La superficie è ricoperta con glassa di cioccolato bianco al caramello e nocciole “Piemonte” IGP.Peso: 600 g

Ingredienti:
Farina di GRANO tenero tipo "0", Crema di caramello al burro salato (13%) [Zucchero, Sciroppo di glucosio, Panna (LATTE), Burro (LATTE) (13%), Acqua, Sale marino integrale di Cervia (1%), Gelificante: pectina, Zucchero caramellizato (0,5%), Aromi naturali, Emulsionante: mono- e digliceridi degli acidi grassi di origine vegetale], Zucchero, UOVA fresche da allevamento a terra, Copertura al cioccolato bianco al caramello e NOCCIOLE (10%) [Glassa di cioccolato bianco al caramello (Burro di cacao, Zucchero, LATTE in polvere, Zucchero caramellizzato (2%), Emulsionante: lecitina di SOIA, Aromi naturali, Sale. Cacao min.: 30%), NOCCIOLE "Piemonte" IGP (40%)], Burro fresco (LATTE) (8%), Gocce di cioccolato al LATTE (7%) [Zucchero, LATTE in polvere, Pasta di cacao, Emulsionante: lecitina di SOIA, Aromi naturali. Cacao min.: 25%], Lievito naturale da pasta acida (GRANO), Emulsionante: mono- e digliceridi degli acidi grassi di origine vegetale, Miele millefiori Sicilia, Panna fresca (LATTE) (1%), LATTE fresco (1%), Sale marino integrale di Cervia, Burro di cacao, Vaniglia naturale Mananara del Madagascar* (0,1%), Aromi naturali. *SLOW FOOD PRESIDIUM

Guinness (Gruppo Diageo): nasce il St. Patrick’s Movement

Lo storico brand irlandese del Gruppo Diageo dà il via alle celebrazioni dedicate a San Patrizio e lancia il St. Patrick’s Movement, creato per esprimere la forza vitale di un 17 marzo in perfetto Irish Style.
“Hai le carte in regola per entrare nel St.Patrick’s Movement?” è la domanda (retorica) alla base della nuova campagna lanciata da Guinness per unirsi anche nel 2021 ai festeggiamenti in onore di San Patrizio con la creazione di un movimento che celebra la voglia di rinascita e di riconquista delle cose belle della vita. Inclusa una pinta di stout perfettamente spillata, da bere quanto prima nel pub del cuore. 
La passione di Guinness per celebrare i pub 
E visto che quest’anno la sera del 17 marzo saranno chiusi, l’omaggio di Guinness alla festa delle feste irlandesi esprime la massima vicinanza proprio ai pub, luoghi iconici che hanno sempre accolto migliaia di fedelissimi. 

L’iniziativa, promossa in collaborazione con Turismo Irlandese in Italia, è stata pensata per coinvolgere gli amanti della celeberrima birra e dell’Irlanda, stimolando il senso di appartenenza: sarà un tributo alla loro passione per il love brand Guinness, con la sua identità fortemente irlandese e la capacità di creare connessioni tra le persone. E un’attenzione speciale sarà riservata ai loro “bartender” del cuore. Cultura Irish e amore per i pub Guinness saranno, quindi, i driver che guideranno l’interazione con il popolo del St.Patrick’s Movement nel corso di tutto il periodo delle attività di comunicazione ideate per coltivare il legame con la bellezza di una ricorrenza senza confini e vissuta in 6 continenti. 
L’operazione di reclutamento da parte di Guinness dei membri del Movimento sarà rivolta alla fanbase della pagina Facebook con un divertente mix di azioni che la inviteranno, per esempio, attraverso post coinvolgenti a esprimere nei commenti l’amore e la nostalgia per il proprio pub preferito. I commenti più belli saranno ripresi al termine dell’operazione e pubblicati sulla pagina Guinness per rilanciare la visibilità dei pub taggati e testimoniare vicinanza nei confronti di chi ci lavora.
Prove di Guinness & Irish Affection
Il popolo del St.Patrick’s Movement sarà chiamato, inoltre, a esprimere creativamente il proprio affetto per il brand Guinnees cimentandosi nella perfetta spillatura di una lattina o provando a scrivere lo slogan del movimento.

La sfida a base di prove di “irlandesità” continuerà attraverso le stories con i test di pronuncia di alcune parole d’ordine: espressioni in Irish slang, perfette per accompagnare una pinta. Ultima mossa, prima dell’evento live trasmesso la sera del 17 marzo da Dublino, i tutorial della dancing pint per imparare i passi di una tradizionale danza irlandese. Perché anche quest’anno sarà bellissimo dire ancora una volta Sláinte. Con una pinta di Guinness in mano! 

INFO&CURIOSITÀ SU GUINNESS  

La prima birra prodotta da Arthur Guinness nel 1759 non era la “stout scura” che tutti oggi conosciamo, bensì una “Ale”.  La Guinness Draught, come la conosciamo noi, è stata prodotta per la prima volta solo nel 1959, per celebrare il 200° anniversario della firma del contratto da parte di Alec Guinness per l’affitto di 9.000 anni della fabbrica di St. James's Gate a Dublino. Prima della celeberrima draught, la produzione era incentrata Guinness Extra Stout e Guinness Foreign Extra Stout, in origine chiamata “India West Porter” e prodotta per la prima volta nel 1801. St. James's Gate Brewery è la più grande fabbrica di birra stout del mondo. Al suo interno, la Brewhouse 4, inaugurata nel 2014, è ad oggi è una delle più tecnologicamente avanzate ed ecosostenibili del mondo e può produrre 2000 pinte all’ora. La spillatura della Guinness non è effettuata con l’anidride carbonica come per la maggior parte delle classiche birre alla spina, Guinness utilizza bensì un apposito impianto che sfrutta il “carboazoto” per ottenere una schiuma consistente, compatta e cremosa. L’acqua utilizzata per produrre la birra è un elemento fondamentale e Guinness utilizza l’acqua proveniente dalle Wicklow Mountains, a sud della contea di Dublino. Il tipico riflesso rosso scuro di Guinness è conferito dalla tostatura dell’orzo, che avviene alla temperatura di 232°C. Il tempo di spillatura per ottenere una pinta perfetta di Guinness è di 119.5 secondi. All’interno delle lattine di Guinness è contenuta una piccola sfera bianca chiamata widget che serve a riprodurre il tipico effetto surge una volta che lattina viene aperta. L’Open Gate Brewery è il polo di innovazione di Guinness all’interno del St. James ‘s Gate, dove i mastri birrai sperimentano ogni giorno nuovi gusti e processi di produzione su piccola scala. Hop House 13 è tra le birre nate da questo progetto. Oltre che nella classica pinta, la Guinness dà il meglio di sé anche in alcuni cocktail. Il più famoso è il Black Velvet, creato nel 1861 per piangere la morte del principe consorte Alberto, marito della regina Vittoria. Mentre il corteo funebre passava per le strade di Londra, lo steward del Brook's Club decise che anche "lo champagne doveva essere messo a lutto" e creò un classico intramontabile: una parte di stout e una parte di champagne. 

Disdetta la 29^ edizione del “Merano WineFestival” in programma dal 26 al 30 marzo pv

La situazione d’incertezza legata alla pandemia da Covid-19 che ancora oggi caratterizza l’Italia e in particolare la regione Alto Adige non permette all’organizzazione di Merano WineFestival di confermare le date del 26-30 marzo 2021 per la 29^ edizione dell’evento in presenza a Merano. 
Confermate invece le date della 30^ edizione in programma dal 5 al 9 novembre 2021.
“Ancora oggi la pandemia da Covid-19 continua a non dare tregua. Nonostante la fiducia in un ritorno alla normalità nel mese di marzo nella maggior parte delle regioni italiane, in Alto Adige l’alto tasso di contagi e la decisione dell’Unione Europea di dichiarare la Provincia Autonoma di Bolzano “zona rosso scura”, ha obbligato la Giunta Provinciale ad un provvedimento drastico: un lockdown restrittivo fino al 28 febbraio. Queste incertezze non ci  danno la convinzione e la sicurezza per poter organizzare il Merano WineFestival dal 26 al 30 marzo 2021 ed è per questo che con grande dispiacere siamo costretti a disdirne l’organizzazione”. Con queste parole The WineHunter Helmuth Köcher annuncia il necessario annullamento della manifestazione di marzo in presenza a Merano.
Al dispiacere per questo annuncio si associa però l’ottimismo rivolto all’organizzazione della 30^ edizione del festival, dal 5 al 9 novembre 2021, per la quale sono invece confermate le date. Positivi anche i dati che derivano dall’esperienza del potenziamento dei canali digitali e dalla creazione della piattaforma winehunterhub.com che hanno garantito una visibilità importante tramite Merano WineFestival e Wine&Siena Digital. Una nuova forma di comunicazione che ha generato un traffico significativo sui canali ufficiali di The WineHunter e Merano WineFestival e verso la quale c’è grande interesse e fiducia come mezzo di promozione continua per i produttori premiati da The WineHunter Award.

 

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“Loison” tra le 100 Eccellenze italiane 2021 di Forbes

Allegato al numero di febbraio 2021 della testata Forbes, una guida ai campioni d’Italia selezionati da una brigata di 5 esperti.
Un grande riconoscimento per “Loison”, piccolo laboratorio di Costabissara (VI) che ha fatto della digitalizzazione la vera innovazione del 2021.

Il legame che unisce Loison con il mondo giornalistico è un rapporto che nel tempo si è sempre più rafforzato grazie all'affidabilità di un nome e alla credibilità di un brand. Proprio in nome di questi valori la testata Forbes (in collaborazione con la rivista So Wine So Food) ha pubblicato lo speciale "100 Eccellenze Italiane 2021", allegato al numero di febbraio e tra i 100 campioni selezionati Loison è stata inserita nella categoria Food.
“Per raggiungere il successo bisogna passare dall’eccellenza: idearla, produrla, distribuirla. Solo dopo, la storia di eccellenza diventa storia di successo” spiega Alessandro Rossi, direttore di Forbes Italia, nel suo editoriale, che per questa guida è stato coadiuvato da una brigata di 5 esperti tra cui Susanna Tanzi (giornalista esperta del settore luxury e delle eccellenze enogastronomiche) Stefano Cocco (giornalista ed editore della rivista So Wine So Food) e Luca Gardini (Migliore sommelier del Mondo 2010).
“E' un grande riconoscimento per un piccolo laboratorio di pasticceria - racconta Dario Loison -. In questo difficile anno appena trascorso abbiamo puntato tantissimo sulla digitalizzazione commerciale, per rendere più snella la vendita on line e digitalizzazione produttiva, ottimizzando le fasi di condivisione e di controllo nei processi per migliorare gli standard. In Loison questo processo è iniziato 4 anni fa e oggi si sta completando, ed è questa la vera innovazione del 2021”.
“Rientrare nelle cento eccellenze italiane selezionate da Forbes, testata autorevolissima che sa mettere in luce quanto di buono c’è in Italia, è un riconoscimento che mi onora e desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato, in primis il direttore Alessandro Rossi - conclude Dario Loison - e la giornalista Susanna Tanzi che ci hanno dato questa opportunità”.

ORIGINI ARTIGIANE - Tranquillo Loison nasce il 30 luglio 1908 e sin da ragazzo decide di imparare un mestiere. Inizia a lavorare come panettiere e a soli diciassette anni scrive il suo primo ricettario: in un piccolo quaderno azzurro annota gli ingredienti per fare pane, biscotti e alcuni dolci semplici della tradizione veneta.
IL FORNO DI MOTTA
- Grazie ai consigli di uno zio, Tranquillo acquista dalla famiglia Manni un piccolo forno per panificazione nella frazione di Motta di Costabissara, dove si trasferisce con tutta la famiglia.
1999: 20 ANNI FA LA SVOLTA - Venerdì 16 luglio 1999 un articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore dal titolo "E Vicenza avvia la comunità Web" a firma di Giuseppe Caravita segna la svolta della rassegna stampa in Loison: l'articolo tratta de "il caso della Loison che esporta in tutto il mondo grazie a una mini-Extranet farà scuola". Da allora, anno dopo anno, Dario Loison ha fortemente voluto dare spessore ai rapporti con gli amici giornalisti, conoscendoli personalmente e confrontarsi con loro sotto tutti i punti di vista. Da 20 anni, grazie all’innovazione del web, il nome “Loison” è presente costantemente, non solo quindi nei periodi di Festività e ricorrenze, su articoli di ogni tipo di testata giornalistica e settore: dal cartacea e nel web, dalla radio alla televisione.
TRADIZIONE E PASSIONE DAL 1938 - La semplicità, l'amore dei prodotti genuini, il tempo e la lungimiranza mescolati con la giusta maestria danno risultati inimitabili perché la pasticceria artigianale è arte del tempo, di portare a maturazione e a giusta combinazione sapori unici e densi di storia. È l’arte di trasformare la tradizione in qualità. "La Tradizione è il nostro principale ingrediente, la Passione è il calore che scalda i nostri forni: da tre generazioni creiamo Pasticceria d'Autore, oggi sulle tavole di tutto il mondo". (Dario Loison)

(Gianluigi Veronesi)

 

DOLCIARIA A. LOISON SRL
SS. Pasubio, 6 36030 Costabissara (VI) – Italy
Tel: +39 0444 557844 - Fax: +39 0444 557869
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Loison +39 348 4106615
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www.loison.com - press.loison.com

 

Il Tirolo con il CLAR “Clean Alpine Region”, progetta un futuro sostenibile 

Per aiutare l'ambiente, il turismo e le comunità ad affrontare in modo consapevole le mutate condizioni climatiche è nato in Tirolo il progetto CLAR: un programma di strategie di sviluppo sostenibile, di protezione del clima e di adattamento al cambiamento climatico. Tra le 4 regioni tirolesi aderenti, la “Clean Alpine Region Kaunergrat” si sta distinguendo per iniziative di sensibilizzazione ed educazione al clima e agli ecosistemi di alta montagna: come la Guida Climatica Kaunertal, che consiglia escursioni da fare ad ogni condizione meteorologica! 
Quali sono gli effetti del cambiamento climatico sul turismo? Ne sanno qualcosa le regioni alpine che devono affrontare temperature medie più elevate, un periodo di vegetazione più lungo e variazioni stagionali delle precipitazioni. Rispettare l’ambiente e le sue condizioni climatiche per assicurare futuro al turismo alpino è la missione del CLAR “Clean Alpine Region”. Un progetto a sostegno delle regioni turistiche tirolesi, che vogliono attuare misure ecologiche che abbiano un impatto positivo e diretto in termini economici sul turismo. Nuove offerte di mobilità elettrica, modelli di sviluppo a basse emissioni di carbonio e l’applicazione di tecnologie alpine innovative e pulite sono ad esempio alcune delle “iniezioni di sostenibilità” in grado di assicurare la conservazione dell’ambiente intatto su cui si basano le offerte turistiche tirolesi. E che aiutano a ridurre i costi di adattamento associati ai cambiamenti climatici in atto, aumentando il potenziale di innovazione e quindi la competitività delle aziende. Al momento sono 4 le regioni tirolesi aderenti al progetto CLAR, che stanno promuovendo misure concrete per la protezione del clima, in particolare nel settore energetico. Queste sono: l’Associazione turistica delle Alpi di Kitzbühel, l’Ufficio turistico della Pitztal, l’Associazione turistica Kufsteinerland, l’Associazione turistica Tiroler Oberland (Kaunertal e Kaunergrat). Per entrare nel progetto CLAR le regioni devono essere già Leader CLLD (https://enrd.ec.europa.eu/leader-clld_de) ovvero aver aderito agli obiettivi di sviluppo locale con il coinvolgimento degli attori locali nell’elaborazione e nell’attuazione di strategie, nei processi decisionali e nell’attribuzione delle risorse per lo sviluppo delle rispettive zone rurali. Gli uffici turistici di Kitzbühel, Olympiaregion Seefeld e Alpbachtal sono coinvolti nel progetto CLAR con lo status di osservatore, mentre la regione turistica dell'Oberland è stata l'unica candidata a ricevere la sovvenzione più alta di 200.000 euro ponendosi quindi in testa ai risultati. La regione ha convinto con il suo concetto ampio e perfettamente elaborato di sostenibilità, per la sua credibilità e per la grande partecipazione da parte dei professionisti del turismo, degli ospiti e della gente del posto.
Indipendentemente dall'attuale difficile situazione del turismo, la Kaunertal e le sue comunità circostanti, lavorano costantemente per diventare destinazione turistica rispettosa del clima nell’ambito del progetto Clean Alpine Region (CLAR). Entro giugno 2022 saranno implementate sette iniziative volte a rendere sostenibile la regione turistica dell'Oberland. Il primo passo è stato compiuto con la nomina della coordinatrice del progetto Elisabeth Steinlechner, che porta avanti ambiziosi obiettivi in stretto coordinamento con l'amministratore delegato di Kaunertal Tourismus, Mag. Michaela Gasser-Mark. 
“Il nostro obiettivo è creare best practices comuni per il territorio. Sono in fase di sviluppo misure concrete come uscire dall’utilizzo di combustibili fossili come il petrolio, creare nuove offerte di mobilità elettrica, ripensare gli eventi e collegare direttamente il turismo al lavoro nell'ambiente naturale. Il nostro obiettivo è rimanere una regione vivibile e posizionarla con successo in termini di turismo. Nel complesso, i residenti di Kaunertal ricevono un aiuto professionale per aumentare notevolmente il loro contributo alla protezione del clima nella valle, con idee e progetti sostenibili. In questo modo stiamo rafforzando Kaunertal come regione di adattamento ai cambiamenti climatici, garantendo un'ottima qualità di vita. Anche gli ospiti del futuro apprezzeranno e riconosceranno questi sforzi” - spiega Steinlechner -.
Nella valle Kaunertal si trovano numerose mete interessanti, tra le quali la strada panoramica “Kaunertaler Gletscherstrasse” che porta al Ghiacciaio Weisseeferner a 2.750 m di altitudine. D’estate questa strada panoramica è particolarmente amata da motociclisti, mentre nelle altre stagioni il Ghiacciaio Kaunertal è una meta per lo sci. La valle Kaunertal è attrezzata per offrire vacanze senza barriere architettoniche ai suoi ospiti con handicap: negli hotel, nei ristoranti, presso le attrazioni culturali e naturalistiche c’è sempre un accesso facilitato ai visitatori in sedia a rotelle.  Assolutamente da visitare il Parco Naturale Kaunergrat, per scoprire la natura locale in compagnia di guide alpine, biologi e contadini del posto. Per i ciclisti invece la Kaunertal offre itinerari ciclabili a lunga percorrenza, come la via ciclabile della valle dell'Inn e l'antica strada romana Via Claudia Augusta, di interesse anche storico per via di testimonianze dell’epoca.

foto:
L'Oberland tirolese offre una varietà di sport invernali lontano dalle piste.
© TVB Tiroler Oberland, Kurt Kirschner

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