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News

Nella sede dell’Europarlamento un incontro per protestare contro il “labelling” anglosassone - o come il Nutri-Score francese - che classifica i nostri formaggi, prosciutti e oli d’oliva di qualità, come “poco sani”… Ancora la Gran Bretagna si fa notare per idee, diciamo originali… E a ruota seguono i cugini francesi… Si tratta del sistema di etichettatura “a semaforo”, che da oltre Manica - e da oltre Alpe con il nutri-score - si sta diffondendo in altri Stati europei (già in  Belgio, Germania e Spagna): è un bollino verde, giallo o rosso che decreta se un cibo è buono o cattivo per la salute di chi lo consuma, basandosi solo sulla percentuale di sale, zuccheri e grassi che contiene… Non considerando gli aspetti salutistici nel suo insieme di prodotti che sono sane eccellenze (specie quelle Dop e Igp) realizzate secondo rigidi disciplinari che ne fanno cibi ricercati, anelati, invidiati e (per questo) falsificati in tutto il mondo con grottesche imitazioni che danneggiano i clienti fruitori (che non conoscono gli “originali”) e naturalmente i “veri produttori”…   A stabilire gli standard sul cibo è il Codex (ente congiunto di Fao e Oms) che sta discutendo una proposta sui principi guida universali per lo sviluppo di etichette “a semaforo” (e/o nutri-score) diffuse in decine di Paesi. Gian Lorenzo Cornedo (già ambasciatore d'Italia in Canada) è il rappresentante permanente del nostro Paese all’Oms, ha inviato una lettera criticando quei profili nutrizionali necessari per il funzionamento dell’etichettatura interpretativa fronte-pacco e le stesse etichette a semaforo inglesi e il nutri-score francese.
Aziende (come Danone e Findus) e catene di supermercati (come Auchan e Carrefour) hanno accettato l’etichettatura in territorio francese, ma sono contrari all’applicazione in Italia, per motivi economici o perché questi argomenti prevalgono sugli interessi dei consumatori.
Paolo De Castro, Primo vicepresidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha commentato l’offensiva in favore di un’etichetta alimentare trasparente e corretta, che non condizioni la scelta del consumatore. Con lui, nella sede dell’Assemblea europea, la collega europarlamentare Elisabetta Gardini, Coldiretti, Federalimentare e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare.
De Castro auspica l’apertura di un tavolo di discussione per raggiungere un nuovo sistema armonizzato di valutazione e qualificazione dei valori nutrizionali degli alimenti, capace di dare informazioni veritiere e complete ai consumatori e che possa essere adottato in tutti gli Stati Membri.  E’ davvero paradossale che il “labelling a semaforo” penalizzi con un “bollino rosso” l’olio extra vergine di oliva rispetto a un olio di semi vari, il Parmigiano Reggiano o il Grana Padano Dop rispetto a un formaggio prodotto senza latte e così anche per altre eccellenze quali il prosciutto di Parma o il San Daniele, rispetto ad altri prodotti “misconosciuti” invece “promossi” con il “bollino verde” (!) anche se evidentemente non all’altezza dei tratti salutistici dei nostri Dop e Igp. 
Il Parlamento europeo ha già espresso la sua contrarietà a questi sistemi di etichettatura, chiedendo a grande maggioranza - per arginare quest’ulteriore attacco alle nostre ricchezze alimentari - uno schema europeo di indicazione dell’origine dei prodotti alimentari, come già sperimentato in Italia grazie all’azione del governo. 
Ancora non ci sono evidenze sulla questione da parte di istituzioni quali il Ministero della Salute e quello delle Politiche agricole, che almeno dovrebbero considerarla e prendere una posizione… Anche il Crea – il più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, che sul proprio sito dichiara che ogni giorno mette in campo tutte le forze per accrescere la produttività e la competitività del comparto e per garantire la massima tutela del nostro territorio…–  (ente con 2 mila impiegati alle dirette dipendenze del ministero) non prevede tra gli oltre seicento progetti di ricerca che ha in corso di verifica, uno studio sull’etichettatura nutrizionale interpretativa. 
Intanto - forse proprio per questa azione europea? - in questi ultimi tempi si è evidenziato un notevole calo delle vendite di oli, formaggi e prosciutti italiani Dop e Igp…

(GfL)

La città di Aterno, ovvero Pescara, diventerà per 4 giorni, dal 23 al 26 gennaio 2020, la capitale dei vini spumeggianti italiani. Infatti sta per prendere vita la seconda edizione dell’evento SPUMANTITALIA, che si ripropone un anno dopo sempre nella accogliente terra di Abruzzo, territorio con una enogastronomia di primo piano: grandi vini per tradizione e una cucina antica sempre di attualità con sapori chiari.
Erede – come dice qualcuno – del Forum Spumanti d’Italia di Valdobbiadene che per 10 anni, dal 2004 al 2013, ha “spinto” una tipologia di vino poco nota verso l’olimpo del vino mondiale, oggi  leader con l’Universo Prosecco e porta bandiera dell’enologia made in Italy nel mondo.  Un evento-momento che ruota attorno ai principali contenuti e temi del settore e alla degustazione guidata da grandi esperti delle più importante etichette nazionali, divise fra vini ottenuti con il metodo tradizionale classico e il metodo italiano, denominati  così da anni da un grande esperto e deus ex-machina delle bollicine italiane come Giampietro Comolli, uno dei partner di Bubble’s Italia, contrario ad usare i minimali martinotti o charmat. Finalmente l’Italia spumantistica alza la testa e si pone come guida mondiale di un metodo di produzione. Comolli, per chi ancora non lo sapesse, è stato prima artefice del successo dei vini oltrepadani piacentini e pavesi, poi dei consorzi di tutela di Gavi e di Bolgheri, direttore generale strategico di tutto il gruppo Ferrari-Lunelli di Trento, consulente di altre imprese spumantistiche italiane e francesi, ha diretto i primi 9 anni di vita del Franciacorta creando il brand e le strategie ancora oggi in vigore, ha diretto per 9 anni Altamarca-Colline del Prosecco e le prime 8 edizioni del forum spumanti d’Italia a Valdobbiadene. Dal 1991 è anche fondatore e presidente dell’osservatorio economico OVSE dei vini spumeggianti italiani e del centro studi CEVES ricerche cibo-vini speciali italiani: due istituzioni che sono punto di riferimento per 34 enti mondiali,  decine di giornalisti del settore e decine di aziende italiane.  SPUMANTITALIA accoglie i vini ottenuti con i due metodi, separando riflessioni, confronti, deduzioni, prospettive, bilanci, indirizzi, ponendo l’attenzione sulle peculiarità di ognuno in un parterre ristretto e mirato, sull’evoluzione e sull’interesse dei mercati, come ci ha confidato proprio Comolli che condurrà alcuni talk show.  La kermesse prevede giornate di lavoro aperte a tutti gli attori della filiera durante le quali i partecipanti potranno condividere le proprie esperienze e visioni riguardo un modo produttivo e di consumo nazionale diverso da tutti gli altri paesi del mondo, dice Comolli. L’Italia fonda le radici nella biodiversità colturale e produttiva, dal metodo ancestrale alle varianti tecnologiche piemontesi rispetto a quelle trevigiane, ancora più diverse dalla millenaria tradizione effervescente etrusco-emiliana e dalle antiche formule latine-romane. Una storia spumantistica italiana che dura oramai da 2200 anni. Un programma fitto e variegato che si racchiude nel bellissimo concetto di festa effervescente italiana ricca di incontri, dibattiti e degustazioni, coordinate da un comitato tecnico di prestigio e che coinvolgerà l’intera città di Pescara con eventi e serate tematiche. Il tutto si svolge all’ Hotel Esplanade (piazza-giardini I° Maggio sul lungomare, https://www.esplanade.net/it-it). Il via giovedì 23 gennaio con “Master Bubble’s Sparkling Wines”, dalle ore 15.30 alle ore 18: un corso speciale innovativo di alta formazione con degustazione guidata finale da super-docenti e l’uso – in primis come ci confida comolli – delle schede sensoriali separate per ogni metodo produttivo.  Da venerdì a domenica, dalle 9,30 del mattino alle 16,30 nel pomeriggio, partono tavole rotonde, degustazioni, masterclass sull’Abruzzo effervescente e su tanti vini e temi, da nord a sud dell’Italia “assolutamente #spumeggiante”. Inoltre alla libreria Feltrinelli (in via Trento-via Milano) presentazione dei romanzi gialli di Paolo Mastri e Alessandro Reali, naturalmente con assaggio di bollicine.  Alla prevista cena di gala saranno consegnati i diversi premi. Occasione per presentare le 10 super-etichette selezionate da Bubble’s Italia Magazine per l’anno 2019 pubblicate sulla rivista “Bubble’s #8”.  Sabato arricchito dal banco d’assaggio riservato all’Ho.Re.Ca., aperto dalle 17 alle 19.30, a seguire il “Rosè Bubble’s by Night” con musica e bollicine fino all’una di notte. Domenica 26 gennaio banco d’assaggio dedicato al pubblico, dalle ore 10 alle ore 20, e in contemporanea su prenotazione l’eccezionale masterclass “Quota 100 mesi e oltre” con inizio alle 11.30. Aperta anche l’Enoteca Bubble’s che proporrà vini particolari ai wine lovers. Tutta la città di Pescara – dichiarano gli organizzatori – sarà coinvolta a iniziare dai negozi, con degustazioni, inviti, gadget e premi, in collaborazione con il Comune di Pescara Assessorato alle attività produttive, le associazioni Confcommercio e Confesercenti. I ristoranti proporranno particolari menù studiati per esaltare gli spumanti italiani e, alle ore 18 di ogni giorno dello svolgimento del Festival, verranno organizzati aperitivi e degustazioni nelle enoteche. Organizzazione di Bubble’s Italia in collaborazione con consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo, il comune di Pescara, Andrea Zanfi Editore, Aliante Business Solution, ABS Wine&Spirits e Assoenologi. 

Per ulteriori informazioni 
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www.spumantitalia.it

(Gianluigi Veronesi)

Il Philiaz è un ristorante che permette l’esperienza unica di compiere il giro del mondo attraverso una cucina multietnica. Attingendo al celebre romanzo di Jules Verne – Il Giro del Mondo in 80 giorni – nasce a Caldaro (BZ) un ristorante il cui tema dominate è “il viaggio”. Il Philiaz, nome di fantasia creato per ricordare il protagonista del romanzo Phileas Fogg, è un nuovo concept restaurant che permette di “viaggiare” attraverso il mondo assaggiando piatti che si ispirano ai molti posti visitati dal protagonista del romanzo, come Suez, Bombay, Hong Kong, San Francisco, New York, Londra...
Il ristorante (con una superba vista lago) è diviso in due sale: nella prima, la sala Fix (nome del poliziotto del romanzo), si possono degustare piatti esotici à la carte, come il Philiaz Kebap “Persian Art”, i “Cook Island Tiger Shrimps”, i “Korean Tacos” e diversi variazioni di “Dim Sum”, creati dal giovane team di cucina con i resident chefs (Chef di cucina: Martin Crnomarkovic e Jens Liefke, Chef de partie: Daniele Lampis, Manuel Zenoiani, Kebba Sowe).
Nella seconda, la sala Auda (come l’amata del Signor Fogg), si alternano chef provenienti da diversi Paesi del mondo che ogni due mesi offrono un menù particolare e raffinato, come lo Chef Guest Anirudh Arora (Londra) o Serban Mihai Pavel, del Bodil di Copenhagen.
“Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con la mente”. Questa una delle celebri frasi del romanzo che parafrasata potrebbe diventare: “Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con il gusto”. Seguendo alla lettera queste indicazioni, al Philiaz di Caldaro si viaggia per il globo assaporando piatti completamente diversi e originali, accompagnati da una cantina completa di oltre 100 etichette, con, ovviamente produttori altoatesini, ma anche con i migliori vini di aziende estere. Inoltre, il Philiaz è un interessante Cocktail Bar, dove si possono degustare ottimi drink dopo cena, oltre ad essere un locale disponibile a ospitare eventi e ricevimenti. Signature drinks, con creazioni internazionali (Originals e Classics), creati dai bartender Lorenzo Mattei e Matthias Mair, come per esempio l’Espresso Martini 2.0. oppure il Philiaz Flip, creato utilizzando ingredienti stagionali (attualmente mela, cannella, mandarino, melograna ...). Completano l’atmosfera del locale un soundtrack stile lounge, house, electro e un concetto di illuminazione particolare (interior nero).
Infine, da mercoledì 4 dicembre, il Philiaz è uno dei primi ristoranti in Europa “cashless”; ovvero, non saranno più accettati pagamenti in contanti per poter offrire un servizio più trasparente, veloce, sicuro e puntuale.

Philiaz, new eatery, craft cocktail Bar & Lounge 
Tel.: (0039) 0471 962904
Katrin Hölzl
Mob. 338-4682590
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.philiaz.com

 

Per l’ottavo anno consecutivo, Perù ha conquistato il titolo di "Migliore Destinazione Culinaria al Mondo" durante i World Travel Awards 2019 (WTA) tenutosi a Muscat, in Oman.  La vittoria di questo premio è stata il coronamento di un 2019 strepitoso, in cui la cucina peruviana si è posizionata ai vertici delle classifiche culinarie mondiali ottenendo numerosi riconoscimenti. Inoltre, sempre quest’anno, due dei più importanti ristoranti del Perù, Maido e Central, si sono classificati tra i primi dieci nella classifica dei "50 Best Restaurants". 
Con la sua tradizione di oltre 3000 anni, la gastronomia peruviana guarda da sempre al futuro con una sola premessa: adattarsi ai gusti, agli interessi e alle esigenze dei consumatori di tutto il mondo in modo etico e sostenibile. 
L’intero bagaglio enogastronomico peruviano è stato tramandato di generazione in generazione, fondendosi durante il passare dei secoli con le tradizioni culinarie importate in Perù dalle altre parti del mondo. Così, sono nate e si sono affermate le numerose cucine di contaminazione che caratterizzano il Perù, come la cucina Nikkei, in cui la tradizione peruviana e giapponese si fondono, o quella Chifa, che nasce dal mix della cucina cinese e peruviana.
La cucina peruviana si distingue poi anche per l'uso dei superfood, che crescono spontaneamente o vengono coltivati in diverse parti del territorio: con i loro alti valori nutrizionali e le qualità benefiche per la salute, sono richiesti in tutto il mondo. Tra i più ricercati ci sono semi, tuberi, radici secche, frutti andini e cereali.
Il premio di "Miglior Destinazione Culinaria al Mondo" si aggiunge anche ad un altro riconoscimento che la cucina peruviana ha ottenuto negli ultimi tempi, quello di "Migliore Destinazione Culinaria del Sud America" del 2019. Inoltre, ben undici ristoranti peruviani figurano nella classifica dei "50 Best Latin America" 2019, tra cui anche Maido e Central, che hanno conquistato un posto anche tra i 50 migliori ristoranti del mondo.
Oltre a questo riconoscimento, il Perù è stato eletto "Migliore destinazione culturale nel mondo" e Machu Pichu si è distinta come "Migliore località turistica nel mondo".

Aman Venice è lieta di annunciare la nomina dello chef di fama internazionale e detentore di 3 stelle Michelin, Norbert Niederkofler, nella veste di “consultant chef”.
Mantenendo il ruolo di Executive Chef presso il ristorante St Hubertus del Rosa Alpina Hotel and Spa, a partire dal 2 dicembre scorso, lo Chef si dedica alla creazione dei menù di Aman Venice, compresi quelli del ristorante Arva, in collaborazione con Dario Ossola, Executive Chef dell’hotel. Noto per la sua visione culinaria “Cook the Mountain” – secondo cui cucina solamente con prodotti locali, traendo ispirazione dal territorio in cui lavora e valorizzando ogni parte degli ingredienti – Chef Niederkofler interpreterà la sua filosofia portandola sulle coste di Venezia per curare una serie di piatti e menù dal tema “Cook the Lagoon”. 
Rimanendo fedele all’impegno di Aman Venice nei confronti della sostenibilità e credendo in una cucina etica e pulita, Niederkofer lavorerà al fianco dello Chef Ossola, relazionandosi con fornitori locali, agricoltori e pescatori, in modo da poter sempre usufruire dei prodotti stagionali e freschi del Mercato di Rialto, della laguna di Venezia e delle sue isole. Arva rappresenta un’esperienza gastronomica unica basata su tecniche inventive della cucina italiana, a partire da ingredienti semplici a chilometro zero, cucinati in modo raffinato, ma essenziale. Concepito dallo Chef Ossola e ora integrato da cinque nuovi piatti creati dallo Chef Niederkofler, il nuovo menù includerà ricette secondo la filosofia di Arva e quella del nuovo Chef. La carta cambierà a seconda delle stagioni offrendo un’interpretazione moderna dei classici della cucina veneziana.
L’arrivo dello Chef Niederkofler nella brigata della cucina dell’Aman Venice è perfettamente in linea con l’impegno di Arva nell’ interpretare le tradizioni culinarie italiane, note per la celebrazione di piatti stagionali preparati da prodotti ottenuti in modo sostenibile. Questo stile di cucina è influenzato dai cuochi italiani che preparavano i loro piatti unicamente a partire da cio’ che era disponibile negli orti, nelle foreste e nelle acque locali, utilizzando la loro comprensione istintiva dei sapori e la creatività della necessità, per preparare piatti originali e confortanti da condividere con gli amici e la famiglia.
In occasioni speciali nel corso dell’anno, Chef Norbert unirà le proprie forze a quelle di un altro rinomato chef, cucinando a quattro mani nuovi piatti secondo la filosofia ‘Cook the Lagoon”. Il menù degustazione verrà adattato per ogni evento a seconda degli ingredienti stagionali disponibili, con la possibilità di abbinare vini ad ogni portata. “Sono onorato di lavorare con una realtà iconica come Aman Venice e sono entusiasta di poter collaborare con un team di così grande talento. Non vedo l’ora di esplorare la ricca varietà di ingredienti che la laguna veneziana offre e di creare piatti autentici che rispecchino fedelmente la filosofia di Arva oltre che la mia idea di cucina etica. Sono anche felice di portare il concetto ‘Cook the Mountain’ fuori dal suo habitat naturale, mostrando la sua universalità e la sua capacità di adattamento”, dichiara lo Chef Niederkofler sulla sua nomina. Originario dell’area di Bolzano in Sud Tirolo, Norbert ha girato il mondo perefezionando la sua arte prima di arrivare al Rosa Alpina come Executive Chef nel 1994. Da allora, ha messo sotto i riflettori mondiali la proposta culinaria dell’hotel offrendo prodotti stagionali con un’enfasi sulla sostenibilità. L’impegno dello Chef a utilizzare esclusivamente ingredienti locali implica un grande lavoro di ricerca sull’area, per instaurare rapporti con i produttori e gli agricoltori locali, e l’esigenza di essere creativi e innovativi con gli ingredienti, un approccio che ha giustamente chiamato ‘Cook the Mountain’, divenuto rapidamente famoso e che ha portato lo chef e il St Hubertus ad aggiudicarsi la terza stella Michelin nel 2017. ‘Cook the Mountain’ ha trovato anche una “casa”, un luogo fisico dove esprimersi al meglio, con l’apertura di AlpiNN – Food Space & Restaurant (Kronplatz, Brunico) a dicembre 2018.
Aman Venice è una tappa imperdibile per gli amanti della gastronomia, essendo un punto fermo della scena culinaria dal lancio di Arva nel 2017, e poi con l’introduzione di Palazzo Kitchen Table a inizio 2019. Sia gli ospiti dell’hotel che i visitatori sono benvenuti a provare i sempre rinnovati menù stagionali.

Norbert Niederkofler
Nato a Lutago, nel cuore delle Dolomiti, Norbert Niederkofler è cresciuto nel resort sciistico di famiglia. Di conseguenza, trascorreva molto tempo esplorando l’ambiente circostante e i prodotti naturali del territorio che vi crescevano in abbondanza, dal sapore pieno e deciso. È qui che ha iniziato a sviluppare il suo interesse per l’alimentazione, che lo spinge a formarsi in gastronomia. Dopo aver concluso gli studi presso una scuola di cucina in Germania, assume cariche in alcune delle città più rinomate dal punto di vista culinario, come Londra, Zurigo, Milano, Monaco e New York. Durante questi viaggi inizia a sviluppare il proprio stile personale, che sogna di riportare nella sua terra madre. La fortuna lo assiste e nel 1994 a Norbert viene offerta la possibilità di gestire la cucina del Rosa Alpina Hotel & Spa di San Cassiano, alla base delle Dolomiti. Norbert inizia a far suoi i principi di una cucina più etica basata sui rapporti umani: dai produttori, al territorio, agli ospiti. Inizia anche a dedicarsi a progetti con un impatto sociale e nel 2015, assieme a Paolo Ferretti, fonda Mo-Food, la start- up utilizzata per gestire i suoi progetti futuri. Quello di più grande successo che riassume anche il suo approccio è CARE’s – The ethical Chef Days, che dal 2016 promuove un approccio etico alla cucina fuori dalle mura dei ristoranti. Questo impegno permette a Norbert di ricevere la terza stella Michelin nel 2017, come dice lui con “barbabietole e patate”. Come conseguenza naturale, Norbert apre AlpiNN – Food Space & Restaurant nel 2018, la “casa di Cook the Mountain”. In questa location con un panorama unico a 2.275 mt sopra il livello del mare, giovani chef trasmettono attraverso il loro menù accessibile i veri e autentici sapori della montagna. A luglio 2019 Norbert entra nella lista di “The World’s 50 best Restaurants, alla 116a posizione con il ristorante St. Hubertus.

Aman
Aman viene fondata nel 1988 con l’idea di costruire una collezione di luoghi d’accoglienza intimi caratterizzati dall’ospitalità calda e discreta di un’elegante casa privata. Il primo, Amanpuri (luogo di pace) a Phuket, Tailandia, ha introdotto il concetto, e da allora Aman è cresciuto fino a contare 32* oasi di pace sotto forma di hotel e resort in 22 destinazioni nel mondo. L’introduzione di Aman Skincare nel 2018 prosegue il viaggio olistico oltre i perimetri delle oasi Aman. Offrendo un viaggio rilassante attraverso un ambiente aromatico dove riposare e staccare da tutto, Aman Skincare rappresenta lo spirito di Aman in un flacone. Confermando l’impegno di Aman di fornire ai propri ospiti esperienze culturali uniche e di valore, Atma, lanciato nel 2019, organizza eventi esclusivi ispirati alle destinazioni Aman e concepiti per unire mente, corpo e spirito.

*In Bhutan, Cambogia, Cina, Repubblica Dominicana, Francia, Grecia, Indonesia, India, Italia, Giappone, Laos, (Messico 2020) Montenegro, Marocco, Filippine, Turchia, Turks & Caicos, USA (New York 2020) e Vietnam.

AMAN VENICE
Palazzo Papadopoli
Calle Tiepolo 1364 
Sestiere San Polo
Venezia 30125, Italy
Tel: +39 041 2707333
For reservations: +39 041 2707714 
Fax: +39 041 2707555
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Lo storico “Mercato coperto” é rinato: più di quattro mila metri quadrati coperti nel centro storico di Ravenna. La vecchia struttura storica viene così riconsegnata alla città, grazie ad un concreto impegno delle istituzioni e agli ingenti investimenti di Coop Alleanza 3.0 che con il Gruppo Spadoni si erano aggiudicate il bando. La vecchia struttura mercatale edificata negli anni ‘20, in disuso da qualche tempo, è stata presentata in anteprima alla stampa questa mattina 3 dicembre 2019, dopo essere stata sottoposta a un lungo ed accurato lavoro di restauro. Il risultato finale di tanto impegno sarà poi sotto gli occhi di ravennati e non, a partire dal 5 dicembre, quando a partire dalle ore 10,30, tutti potranno accedere e sperimentare la rinnovata struttura (che ricalca un po’ i format di ristrutturazione e rilancio dei mercati cittadini, in voga in diverse capitali europee). Girando per il mercato si respira un po’ l’aria dei piccoli mercati centrali, una volta presenti nel centro storico di ogni città, quei mercati “delle erbe” o “del pesce” di cui in tanti hanno dimenticato le sembianze, mentre altri, purtroppo, non hanno mai avuto il privilegio di vedere o viverli in prima persona. Area supermercato affidata a Coop che l’ha allestita, tenendo in particolare considerazione i prodotti “bio” e quelli locali, senza dimenticare la linea premium “Fior Fiore”.  Ai privati la conduzione di salumeria, macelleria, gastronomia, griglieria, pescheria, piadineria, panetteria, bar, banco succhi ed estratti, pralineria e gelateria. E non è finita: ci sono anche due ristoranti ed un cocktail bar. Insomma, tutto è stato studiato nel dettaglio per consegnare ai futuri avventori un luogo da vivere, da frequentare sempre e dove stare bene. Al piano superiore una interessante area libri e prodotti editoriali che poi è la stessa area che all’occorrenza diventa forum (spettacolo, convegni ed eventi) completando il mercato e trasformandolo in una agorà ideale, da vivere e frequentare. Alla presentazione di questa mattina hanno preso la parola il sindaco Michele de Pascale, il vicepresidente di Coop Alleanza 3.0 Andrea Volta e Leonardo Spadoni, amministratore delegato di Molino Spadoni; a illustrare il restauro e la trasformazione funzionale dell’edificio l’architetto Tiziana Maffei, docente dell’Università di Bologna che è stata direttore dei lavori ed è oggi alla guida della Reggia di Caserta e Beatrice Bassi, amministratore delegato di MC, società del Gruppo Spadoni dedicata alla gestione del Mercato. Apprendiamo così, dalle loro spiegazioni, che i lavori di restauro hanno portato alla luce importanti reperti archeologici: infatti il Mercato sorge in un’area vocata ai commerci fin dal V secolo dove operava una delle più antiche corporazioni del mondo, la Casa  Matha. Il suo simbolo, raffigurato anche nel logo del nuovo Mercato, è appunto la coppia di delfini, o “pistrici”, della Casa Matha: il grande gruppo scultoreo di pietra, simbolo di fortuna e ricchezza, è tornato, restaurato, all’ingresso. Insomma, questo restauro si doveva proprio fare e… s’ha da vedere! Se volete essere tra i primi a varcare la soglia del rinato mercato, o comunque pensate di pianificare una visita anche in un momento successivo, potreste sfruttare l’occasione anche per visitare una meravigliosa città - Ravenna - ricca di storia, arte e cultura. 

Gianluigi Veronesi

Bianca è uno spazio accogliente, immerso nella natura, a Oggiono nella Brianza lecchese, di fronte al Lago di Annone, dove il cibo è indimenticabile e l’accoglienza inizia con un sorriso. Bianca nasce dall’iniziativa, imprenditoriale della famiglia Spreafico partendo da una struttura esistente che per oltre 60 anni è stata punto di riferimento gastronomico della zona: il Bianca di oggi - casa di lusso, più che hotel - è stato dal 1952 al 2004 il ristorante “Cà Bianca” e qui gli Spreafico erano di casa perché per decenni lo hanno scelto per ritrovarsi con gli amici. 
Una radicale ristrutturazione ha portato alla creazione di “Bianca Relais” (10 camere di cui 8 suites) del ristorante “Bianca sul Lago” (circa 60 coperti e uno scontrino medio di circa 90 euro) e del cafè-lounge “Drop”. Circondano il Bianca 11.000 metri quadrati di parco, con sei ulivi secolari. Chi vi soggiorna può raggiungere il vicinissimo centro sportivo dotato di palestra e piscina, un centro dedicato al parapendio (a 10 minuti di auto) la scuola di kayak di Oggiono e il golf club Villa d’Este (a mezz’ora) uno dei più importanti in Italia e con il quale è stata sottoscritta una speciale partnership. Dal Relais è inoltre possibile visitare la zona usufruendo dei numerosi percorsi ciclabili immersi nel verde.
Tra le esperienze “tailor-made” (su misura) che Bianca Relais propone oltre a quelle a tema gastronomico, che sono organizzate internamente alla struttura, è possibile visitare la vigna (o la vendemmia se è la stagione giusta) delle cantine “La Costa” a La Valletta Brianza (LC) la storica “Nino Negri” in Valtellina o la “Berlucchi” in Franciacorta. La proposta delle experiences si completa poi con dell’attività di pesca fronte lago (a due passi dal Relais) con dei tour culturali a Lecco (città dei Promessi Sposi) e con la possibilità di fare shopping a Milano accompagnati da autista e personal-shopper. Ma il benessere lo si può vivere con la massima privacy all’interno di ciascuna delle 8 suites grazie alle SweetSpa, firmate Starpool. Il bagno di vapore (tematizzato su quattro percorsi) che avvolge l’ospite con il suo calore è in grado di donare, con la complicità dell’acqua, degli aromi, delle luci soffuse e della musico-terapia, un rilassamento completo. Infine, nel giardino, sotto i grandi ulivi, si può partecipare a sedute yoga.
La cucina del Ristorante “Bianca sul Lago” è affidata allo chef Fabrizio Albini: si potrebbe definirla contemporanea, essenziale e golosa. Dopo le ultime esperienze al Cristallo di Cortina e al The Stage di Milano con AtCamen, Albini - bresciano, classe 1976 ha esordito nelle cucine de L’Albereta di Erbusco con Gualtiero Marchesi, ha maturato negli anni numerose esperienze, in Italia e all’estero e in particolar modo in Francia. È docente per diverse associazioni di categoria e collabora con diversi istituti d’eccellenza gastronomica. 
Oltre che dalla carta, è possibile lasciarsi guidare dal menu degustazione Fil Blanc, una sintesi della cucina di Albini, nel quale il filo conduttore è di natura cromatica. 
La struttura si trova a Oggiono a 10 km da Lecco, 26 da Como e 51 da Milano; a tratti si potrebbe anche avere l’impressione di essere fuori dal mondo, mentre in realtà, fra lago e colline, si è ben connessi ai maggiori centri abitati della Lombardia (a Milano ci si arriva in 45 minuti). 
Il costo per notte delle camere base oscilla tra i 230 (bassa stagione) e i 280 euro (alta stagione) mentre quello delle suites, dotate di mini-spa interne e idromassaggio sul terrazzo, tra i 480 e i 600 euro. Le superfici delle camere/suite oscillano tra i 28 e i 55 mq.

Bianca Relais
Via Dante Alighieri, 18 
23848 Oggiono LC
PRENOTAZIONI
+39 0341 1831110
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A Verona si è concluso il fine settimana dedicato al 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, evento organizzato da “AIS Veneto” che ha radunato nella città scaligera appassionati ed esperti del mondo del vino. Grande successo per il convegno di apertura del sabato, che ha evidenziato come l’Associazione stia investendo sempre di più nella figura del Sommelier come operatore e professionista della comunicazione enoturistica, tanto da riflettere sulla creazione di un corso didattico ad hoc.
“Quando AIS è nata era al passo con i tempi, – ha sottolineato Antonello Maietta, presidente AIS – oggi invece i tempi li precorre, anticipando le tendenze. La nostra Associazione conta oltre 40.000 associati ed è fondamentale per noi offrire loro una preparazione mirata alle richieste del mercato. Proprio per questo vorremmo creare un corso specifico, con una formazione dedicata alla psicologia del cliente, ai beni culturali e all'accoglienza, fino a delle nozioni in lingua inglese che oggi sono indispensabili per adeguarsi ad un contesto internazionale”.
A sostenere la figura del Sommelier come operatore enoturistico sono stati i 7 tour guidati organizzati da “AIS Veneto” in occasione del Congresso Nazionale che hanno portato il pubblico alla scoperta di alcune delle aree vitivinicole più vocate della regione, promuovendo il rapporto tra il vino e l’eredità culturale del territorio.
“L’ottimo successo ottenuto dai tour – commenta Marco Aldegheri, presidente “AIS Veneto” – ci ha dato grande soddisfazione: è la conferma di come il pubblico sempre più desideri avvicinarsi al vino attraverso un'esperienza immersiva dove il racconto del territorio diventa determinante. In questo le competenze del Sommelier sono fondamentali. Abbiamo ancora un grande lavoro da fare per ammodernare la nostra modalità di comunicazione, ce lo dicono i tanti esperti intervenuti, ma siamo convinti che condurre il turista nel mondo del vino sia un ruolo che ci appartiene per naturale vocazione”.
Durante la tre giorni la città di Verona ha visto impegnati più di 170 Sommelier di “AIS Veneto” per coordinare e gestire le degustazioni aperte al pubblico, i tour guidati e i banchi d’assaggio saloni del gusto del Congresso Nazionale AIS. Sono più di 3500 gli accessi registrati nei tanti appuntamenti della ricca kermesse veneta.

Mantenendo onorevolmente fede alla propria mission, l’“Associazione Borghi d’Europa” ha promosso una conferenza stampa con “educational” dedicata all'Europa delle scienze e della cultura in nome de “I percorsi Internazionali dei Borghi d'Europa”. Il convegno si è svolto tra i Comuni di Salgareda, Carbonera, Breda di Piave, San Biagio di Callalta e  Maserada, tutte località delle “Terre della Piave”, nella straordinaria provincia di Treviso.  I borghi e i territori della Rete - trenta di oltre quindici Paesi e Regioni d'Europa - rappresentati per l’occasione da autorevoli esponenti delle rispettive comunità - autorità civili, rappresentanti delle Istituzioni e produttori locali - hanno descritto, con dovizia di particolari e relativa documentazione al seguito, ai giornalisti e ai comunicatori intervenuti, le loro campagne di informazione, mettendone al centro la riscoperta di culture e i luoghi anche poco conosciuti, frapponendo a cotante storie, gradevolissime degustazioni che si sono trasformate in piacevoli momenti conviviali tra gli esperti di prodotti d’eccellenza più disparati (DOP, Igp e De.Co.) e i noti “comunicatori professionisti enogastronomi” intervenuti. I relatori che in più occasioni si sono espressi nell’ambito dell’incontro che, per l’occasione ha rimpiazzato l’appuntamento che annualmente si replica per fare la disamina delle attività svolte da “I Borghi d’Europa”,coordinati dall’organizzatore Alessio Della Barba, hanno sottolineato, due per tutti: da Bruno Sganga (giornalista enogastronomo già coordinatore delle iniziative editoriali di Luigi Veronelli) a Giuseppe Gaspari (giornalista, blogger, Palato Anarchico) la partecipazione all'anno 2018 del patrimonio culturale europeo (40 i borghi visitati e fatti conoscere) oltre alle presentazioni, nell'”Anno del Turismo Lento”, del progetto dei “10 Percorsi Internazionali” effettuate presso la sede del Parlamento Europeo a Milano.  E’ stata pure evidenziata la partecipazione pluriennale al “Mese della Mobilità Dolce” (promosso da CO.MO.DO. - Cooperazione per la Mobilità Dolce) e l’adesione al Festival dello Sviluppo Sostenibile, la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare i cittadini per realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e centrare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (…non è poco! NDR). 
Dunque, percorrendo la SP63 da Salgareda (TV) in direzione Romanziol, la strada in sostanza si snoda parallela al letto del “grande fiume” (e se lì domandate che fiume sia, vi rispondono: “Xe ła Piaveun, na olta se ghe ciamea anca Piau e etimołojicamente ła vol dir "tera che ła se inpina de acoa de piova…”) e si arriva dove l’anno scorso in queste zone il Fiume straripò allagando mezzo Veneto, cosa che si è ripetuta anche un mese fa, in tono minore, ma comunque inondando anche l’area golenale (coltivata a mais) dove si trova un bellissimo casolare antico denominato “Ombretta”: un centinaio di metri quadri su due piani, con terrazzo, granaio e pollaio, pittoresca antica struttura contadina destinata, oggi, ai ricevimenti nuziali, a feste e sagre locali e agli appuntamenti enogastronomici di rilievo  anche perché all’interno c’è un bel salone con un grande camino centrale e, dall’altra parte, una cucina professionale a tutti gli effetti. Davanti all’entrata un bel patio per ricevere gli ospiti all’aperto, clima permettendo… Osti, cuochi, chef stellati e associazioni varie, se lo contendono, questo casone, per effettuare presentazioni di ricette e/o proporre degustazioni di vini delle zone prospicienti, tutti sempre di gran livello, in uno scenario davvero impareggiabile. E' Guglielmo Pilan, il titolare dell’Azienda S.S. Ombretta Agricola, fondata nel 2016 con lo scopo di sviluppare la tradizione legata ai territori ed alla cultura agricola trevigiana. Oggi con impegno e passione viene portato avanti il progetto di recupero anche dei terreni circostanti. Dopo gli impegnativi e pesanti costi affrontati per i lavori di ripristino dovuti all’alluvione - l’anno scorso il livello del Piave è arrivato al secondo piano del casone e ancora se ne vedono le tracce! - Guglielmo si presta a dette presentazioni, assolutamente con piacere. Nella meravigliosa location, in una giornata un po’ nebbiosa, con qualche raggio di sole che forava la bruma e asciugava il fango (che lì la fa da padrone) è arrivata una “banda” di addetti ai lavori: giornalisti specializzati (di carta stampata e televisioni, anche straniere) blogger, “p.r.” veri gourmet e rappresentanti di chef stellati e sommelier AIS. Una ventina di veri conoscitori della materia, lì riuniti per confrontarsi con i produttori delle eccellenze locali (Dop, Igp e De.Co.). Guglielmo per l’occasione supportato da Stefano Aldegretti del ristorante Barkalà di Margheraè stato l’autore del piatto forse più gradito della tre giorni di incontri: la “Castratina”, a base di carne di montone in brodo con verza e spezie, ricetta veneziana risalente al 1600. In quel periodo, a Venezia, che era l’importante repubblica dell’Adriatico (estesa dalle foci del Po a Dubrovnik) imperversava la peste bubbonica e allora Doge e Chiesa decisero di erigere una chiesa dedicata alla Madonna della Salute: già alla posa della prima pietra, la peste cominciò a finire… Anche perché nel contempo furono importati dalla Siria molti gatti per contrastare i tantissimi topi a cui era dovuto lo scoppio dell’epidemia (ancora oggi a Venezia si trovano molti gatti “soriani”). A lavori ultimati (eseguiti dagli italiani che arrivarono dai Balcani, gli “Schiavoni”) all’atto della benedizione della chiesa, ai lavoratori fu dedicata una riva del Canal Grande - appunto degli Schiavoni - e loro, per riconoscenza, offrirono la carne di castrato che si portavano dalla terra da cui provenivano (perché per la peste, non mangiavano cibi veneziani): dunque tutti insieme gustarono la “Castratina”, zuppa fatta con la carne essiccata di montone con le verze, verdura che resisteva bene al fuoco (perché la pentola con carne e ortaggi si preparava al mattino e restava al bordo del camino fino a sera) e tante spezie, come si usava allora. Oggi, a Venezia, la “Castratina”, è il piatto dedicato alla Madonna della Salute (davvero buonissima! NDR).
Poi Guglielmo ha messo sulle braci delle imponenti costate ben “marezzate” (da 1,5/2 Kg. l’una) e in forno delle splendide trote salmonate (da 3/4 Kg. l’una). Infine un gran pasticcere ha pensato ad addolcire il momento finale con un “millefoglie” ornato con fragoline, che, dopo il primo solenne taglio, non ha fatto a tempo ad impiattare ancora, che già… era finito!

(GfL)

Il Festival della Gastronomia a Milano è per noi di Witaly l’ultimo evento dell’anno, ed è anche il primo valevole per il 2020 della nuova edizione del Premio Emergente. Ripartono le competizioni che negli scorsi anni hanno visto lanciare tanti giovani talenti che oggi hanno raggiunto importanti traguardi professionali. I migliori chef e pizzaioli under 30 del Nord d’Italia si sfideranno e tra di loro ci sarà con ogni probabilità uno dei protagonisti della cucina italiana dei prossimi anni. Andiamo a presentare i giovani chef che si sfideranno a Milano: Guglielmo Curcio di Materia a Cernobbio (CO), Greta Saviane di Gellius ad Oderzo (TV), Riccardo Merli di D'O a Cornaredo (MI), Christian Conidi di Antica Corona Reale di Cervere (CN), Marco Canelli di Massimiliano Poggi Cucina a Trebbo (BO), Roberto Tomei di Impronta d'acqua a Lavagna (GE), Riccardo Luvisi di Villa Della Pergola di Alassio (SV), Luca Zuterni di La Pedrera Restaurant a Soncino (CR), Mario Martino di Il Re della Busa e Tremani Bistrot dell’Hotel Lido Palace a Riva del Garda (TN), Pietro Montanari di La Secchia Rapita dell’Hotel Canalgrande a Modena, Angelica Lodi di La Chiocciola a Quartiere (FE), Davide Tangari di Valbruna a Limena (PD), Alessandro Salvadori di SanBrite a Belluno, Michele Minchillo di Vitium Restaurant a Crema, Manuel Pirastru di Natura Torbiato di Adro (BS) ed infine Michele Dimita di Locanda Liuzzi a Cattolica (RN).
Per il mondo pizza vedremo sfidarsi invece: Alessandro Granieri di Cafè Qubo Restaurant a Motta (VI), Gabriele Baruzzi di Rock 1978 a San Faustino (BS), Marco Baldassari di O’ Fiore Mio a Faenza (RA), Luigi Borracino di 081 Pizzeria a Melegnano (MI), Lucia Granatiero di Pizzeria Castelfidardo a Padova, Marco Bagossi di La Cascina dei Sapori a Rezzato (BS), Andrea Romagnolo della pizzeria Da Frenck a Sondrio, Isac Barrera di Dry Milano SolferinoCarlo Antonio Le Rose di Napizz a Rimini ed infine Umberto Calemme di Pizzeria L'oro di Napoli a Gorgonzola (MI). E come sempre al nostro fianco avremo i Main Sponsor: Agugiaro&Figna, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Acqua Filette, Kimbo, Pastificio dei Campi, Olitalia, Tartuflanghe, Wine Net, Unicredit, Mesa e tanti piccoli e grandi artigiani del gusto che ci racconteranno il meglio della produzione italiana.
Anche quest’anno negli spazi adiacenti al nostro evento si svolgerà la manifestazione dedicata al dolce italiano per eccellenza “Re Panettone”.

ORARI: sabato 30 novembre 10.00-18.00 e domenica 1° dicembre 10.00-17.00                                                                                       SEDE: MIND Milano Innovation District – Cargo 11 MIND - Via Cristina Belgioioso 28, 20157 Milano (sede Expo Milano 2015 – Metro RHO FIERA MILANO)                

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