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"Sosteria" una sosta da fare... a Oderzo

"Sosteria" una sosta da fare... a Oderzo

Maurizio Mattion e Valeria Donadi hanno di certo il background giusto per la ristorazione: basta seguirli sui “social” per rendersi conto del loro fermento creativo… Sono  marito e moglie - sommelier Fisar lui e AIS lei - hanno combinato i reciproci atout e si sono sbizzarriti creando la “Sosteria”, un ristorante enoteca davvero particolare in centro a Oderzo (TV) in una calle laterale di via Umberto I.  A vederlo, il locale (ristrutturato di recente) è à la page: dispone di tre sale più “salottino relax”, inserito in un mix sapiente e curato tra arredamento minimal chic contemporaneo e look neoclassico. A uno sguardo più attento, tanti sono i dettagli particolari che esplicitano la personalità dei coniugi conduttori, che offrono le loro competenze agli amici - gourmet habitué e avventori casuali -. Naturalmente tutto funziona al meglio perché coadiuvati da uno staff all’altezza, guidato dall’egregio chef Lodovico de Crignis – carnico purosangue e campione del mondo di “Tenerina”… –.  Sui tavoli, tovagliette stampate ad hoc personalizzate con la storia e le opere dei pittori Opitergini… (in questi giorni si leggono stralci dei canti della Divina commedia) posate in stile Opera e bicchieri da acqua Bilia (trasparenti con pallina dentro) molto trendy. Certo quello che conta di più, è la proposta… Nel nostro caso dopo il benvenuto (Prosecco Brut sorelle Bronca Valdobiadene) un assaggio di formaggi erborinati in bellavista (caci di Moro Formaggi,  affinatori di eccellenza) accostati a miele, mostarda, gherigli di noce, ribes e due fettine di “Valvenosta” e di seguito un piatto di ravioli con radicchio di Treviso e ricotta affumicata, arredato con foglia di tardivo e polpa di arancia, il tutto annaffiato da un buon Pinot Grigio Veneto IGT Terre Di San Rocco di Roncade (giallo paglierino con riflessi grigio verdi, profumo deciso, intenso, di buona complessità̀ e finezza. Al naso spicca la susina e la frutta matura… Al palato è morbido con buona freschezza e mineralità decisa, il finale è lievemente ammandorlato) in alternativa si potevano scegliere dei vini dell’Azienda Agricola La Ponca, Dolegna del Collio. Non avendo più tempo, prima di accomiatarci, abbiamo chiuso la squisita degustazione con un dolce di stagione: un connubio di cioccolato e castagne con salsina di agrumi, davvero originale e buonissimo! Buonissimo anche il vino dolce bianco (passito) che l’accompagnava: un Recioto di Soave DOCG (colore dorato e profumo di canditi, pesca sciroppata e miele millefiori). Maurizio e Valeria propongono in questo periodo invernale anche pasta e fagioli alla veneta (vegan), “bigoi” in salsa, pasta all’uovo con le sarde desalate, ravioli di porcini e scampi, tagliatelle fatte in casa con ragù d'anatra, oltre a bruschetta con pomodori e olive taggiasche e classico tagliere di salumi; tra i secondi, dalla tradizione locale, baccalà e trippa (in tecia) oltre ai più ricercati brasato al Raboso con polentina di Mortegliano, tagliata di tonno rosso con zucchine grigliate. Ampia la scelta dei dessert… poi il caffè, servito con pasticcini e per chiudere, un distillato, magari un Rhum, con una selezione di cioccolato fondente di alta qualità internazionale. Comunque tutti noi - giornalisti enogastronomici e delegazione dei Borghi Europei del Gusto al completo - abbiamo davvero molto gradito la piacevole “sosta”:  per l’ambiente, l’atmosfera, la musica in sottofondo, le luci giuste, per il rapporto amichevole instaurato con i coniugi Mattion, davvero belli, bravi e sempre all’altezza! Al di là del pranzo – visto che la cena per ora è interdetta causa Covid – è valsa la pena fare anche una passeggiata turistica per la città: Oderzo vanta un’importante storia millenaria. Al tempo che fu, si chiamava Opitergium. Scavi archeologici effettuati nel XX secolo, hanno portato alla luce reperti risalenti a diversi secoli avanti Cristo: il più suggestivo è sicuramente il Foro Romano di età augustea e, tra piazza Grande e piazza Castello è ancora visibile un tunnel con pavimentazione esposta a muro. Un’indiscrezione storiografa vuole che 2000 anni fa, i soldati romani (della decima regio Venetia et Histria) proprio originari di questo territorio, siano stati i “carnefici” della crocifissione di Gesù Cristo… Poi Oderzo ha dato il primo Doge a Venezia, il leggendario Paolo Lucio Anafesto. Dai fasti alla decadenza fino, in tempi più recenti, nel XIX secolo, quando un gran numero di abitanti è emigrato da Oderzo verso il Piemonte, il Belgio, l'Argentina, il Canada, l'Australia e forse i più, in Brasile, dove davvero hanno saputo distinguersi: ancora oggi lì ci sono musei, monumenti e opere d’arte, fondati, dedicati e organizzate da opitergini… Nel XX secolo le famiglie Belli e Berti, collezionando opere d’arte, fecero la storia artistica del territorio, storia che continua ancora oggi. In via Garibaldi 63 si trova il museo archeologico intitolato a Eno Bellis, grande studioso della città che annovera anche Alberto Martini, artista precursore del surrealismo, capofila di una lunga lista di pittori veneti. Oggi Oderzo fa concorrenza a Bologna per la peculiarità dei portici… - secondo il TCI (Touring Club Italiano) - Oderzo è la “Città più porticata d’Italia”. Giampaolo Pansa l’ha resa protagonista del suo romanzo “Il sangue dei vinti” e ancora, Oderzo è sede di eventi ricorrenti che – ahinoi, per l’attuale situazione Coronavirus – sono stati rimandati: ogni giugno “Opitergium Rievocazione Storica”, nella piazza del Foro Romano e da maggio a dicembre, “Opera in Piazza”: che richiama da più di 20 anni, per esibirsi, artisti e personaggi di fama internazionale.  Quindi Oderzo, di sicuro vale più di una “capatina” dopo di che - nostro consiglio spassionato - bisogna fare una bella e buona sosta, proprio alla Sosteria, per mandare il palato... in sollucchero!
(GfL)

Sosteria - ristorante enoteca
Calle Eno Bellis, n.7 Oderzo (TV) 
Tel. 0422 722117 Cell. 347 4052919

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