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Per Alce Nero, via Petroni non può restare com’è

Per Alce Nero, via Petroni non può restare com’è

Il presidente Lucio Cavazzoni e l’AD Massimo Monti, con tutti i crismi dell’ufficialità hanno annunciato alla stampa che stanno valutando seriamente l’ipotesi di trasferire la sede storica di Alce Nero, marchio leader del biologico in Italia.

Da via Petroni a Bologna da oltre dieci anni – l’azienda che offre una vasta gamma di prodotti provenienti da agricoltura biologica – sta soffrendo le conseguenze dei recenti fatti di cronaca legati ai disordini sempre più frequenti in zona universitaria. Per i vertici di Alce Nero, via Petroni dove ha l’attuale sede, è nel cuore della movida notturna, chiassosa e poco compatibile con famiglie e giovani “tranquilli” indirizzati nei locali della zona e a maggior ragione al ristorante e pizzeria “bio” dei soci Berberè. La vocazione di via Petroni non può e non deve essere certo quella dei “cicchetti a un euro e mezzo”… In termini finanziari per Alce Nero c’è stato un calo degli incassi sicuramente dovuto all’aumento dell’insicurezza nella zona e questo preoccupa notevolmente i vertici dell’azienda leader del “bio” e lascia presagire l’intenzione di trasferire l’attività. Alce Nero, una decina d’anni fa, è stata una delle prime aziende a credere nella riqualificazione della zona universitaria e, supportata anche dalle promesse dell’amministrazione cittadina, portò il suo marchio in via Petroni, investendo in maniera importante, ma ad oggi, le auspicabili previsioni sono state effettivamente disattese e sicuramente a malincuore, potrebbe spostarsi valutando altri posti in città. La speranza per tornare sui propri passi è di vedere realizzati a breve quei progetti già annunciati per garantire la sicurezza di tutti, perché se no la gente non verrà in zona e questo sarebbe per Alce Nero – e per tutta la città – una grande sconfitta. -“Bisogna cambiare!” - è l’ultimatum del presidente Cavazzoni. (GfL)

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