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News dal network Degusta

Lo scorso anno in un articolo definii Maurizio e Agnese: il “Re” e la “Regina” degli Arrosticini. Lo feci con estrema convinzione e oggi con altrettanta fermezza ribadisco il concetto. Lo faccio perché Maurizio Cutropia e Agnese Volpone, marito e moglie dal 2002, non solo sono due belle persone, ma anche perché i loro Arrosticini sono una vera prelibatezza. Simboli indiscussi della Regione Abruzzo gli Arrosticini, come tutte le ricette che appaiono semplici a prima vista, richiedono un’ottima esperienza in materia e che nulla venga lasciato all’improvvisazione durante la loro lavorazione. Non mi dilungo sulla storia del celebre spiedino, ne ho già scritto allora, ci tengo invece ricordare che Maurizio e Agnese li realizzano esclusivamente con carni pregiate di alta qualità di ovini adulti allevati secondo regole precise e ferree. La carne, tagliata a cubetti e infilata nel legno, viene alternata da grasso nobile, mentre per la cottura si utilizza…
Don Papa Rum, il rum premium che arriva dalle Filippine, ha lanciato la sua nuova piattaforma creativa “Sugarlandia is Calling”, con il debutto della sua prima campagna digitale a cui seguiranno attivazione anche nell’offline. La nuova campagna video è la prima di una serie di contenuti digitali che saranno distribuiti a livello globale e saranno ispirati dall’Isola di Sugarlandia, il nome che i locali danno all’Isola di Negros, nelle Filippine in cui Don Papa viene creato. “Il nostro Brand è nato in un luogo unico, come unico è il liquido presente in ogni bottiglia. È frutto della sua ricchezza di gusto distintiva e della magia di un luogo chiamato Sugarlandia”-  dice Stephen Carroll, fondatore di Don Papa Rum - “Questo lancio parla a una nuova generazione di consumatori ed è progettato per rivolgersi all’indomabile, curiosa creatura che vive in ognuno di loro. Specialmente ora, in un tempo in cui tutti desideriamo di…
Sono partiti i lavori per il collegamento ciclabile “provvisorio” da Osteria Nuova (Sala Bolognese) a Bologna attraverso strade secondarie e a basso traffico per i cicloturisti che potranno raggiungere in sicurezza il capoluogo regionale. In attesa dell’apertura della “Ciclovia del Sole” sull’ex ferrovia Bologna-Verona da Mirandola a Osteria Nuova (Sala Bolognese) che renderà di fatto percorribile da Bolzano alle porte di Bologna il grande itinerario ciclabile europeo Eurovelo7 Capo Nord-Malta, la Città metropolitana di Bologna ha avviato in questi giorni i lavori che collegheranno la Ciclovia al capoluogo con un itinerario provvisorio. La connessione ciclabile definitiva tra Osteria Nuova e Bologna, già progettata, finanziata e che verrà realizzata nei prossimi anni, prevede la realizzazione del sovrappasso della linea ferroviaria Bologna-Verona, l’attraversamento di Calderara di Reno (BO) un percorso a nord dell’Aeroporto nella fascia boscata e quindi l’arrivo a Bologna lungo la sponda ovest del fiume Reno. Per permettere però alla mobilità…
Dalle pedalate nel verde alle passeggiate nella storia fra incisioni rupestri Patrimonio Umanità dell’Unesco e Case museo con parchi secolari, dal cammino lento alle terme, dalle limonaie del Garda alle spettacolari Piramidi di Zone: Brescia e la sua provincia offrono in primavera emozioni uniche. En plein air, fra arte, storia, natura. Eccone alcune, imperdibili. E molte altre si scoprono su www.visitbrescia.it.  Brescia, il Castello, la Vittoria AlataFra le fortezze più imponenti e meglio conservate d’Italia, il Castello che domina Brescia dall’alto del Colle Cidneo si è aggiudicato il 3°posto fra i Luoghi del Cuore del Fai 2020. Lo raggiunge facilmente anche a piedi con una bella passeggiata dal centro storico. Dall’alto il panorama è incantevole e innumerevoli gli scorci dove scattare suggestivi selfie. Superato il monumentale portale d’ingresso, si passeggia fra giardini, bastioni, ponti levatoi, possenti edifici, alcuni dei quali ospitano interessanti collezioni (come il Museo delle Armi Luigi Marzoli). Salutato il Castello, bastano pochi passi per…
Deco Industrie dona 1.000 colombe pasquali Fornai Pasticceri e numerosi prodotti per la detergenza a marchio Scala a chi è in difficoltà. La donazione si inserisce in una serie di attività con la quale Deco celebra il suo 70esimo compleanno. E in queste ore si sono svolte le consegne delle colombe pasquali Fornai & Pasticceri e altri prodotti per la detergenza a marchio Scala che Deco Industrie ha donato a chi è in difficoltà.Per il suo settantesimo compleanno, la Cooperativa romagnola ha voluto omaggiare dei suoi prodotti alcune delle realtà locali più attive per la difesa delle donne e delle famiglie in difficoltà: l’associazione Demetra di Lugo, Linea Rosa di Ravenna, Sos Donna di Faenza, Centro Donna di Ferrara che le destineranno alle case rifugio da loro gestite, oltre alla Protezione Civile di Forlimpopoli che distribuisce beni di prima necessità.Tra i destinatari degli omaggi anche la rete di associazioni di We…

E’ iniziato ufficialmente il count-down del  Formula 1 Pirelli GP dell’Emilia-Romagna e del Made in Italy, in programma a Imola dal 16 al 18 aprile 2021 in uno dei luoghi-simbolo della Motor Valley, l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari. Prima tappa in Europa del mondiale di automobilismo e nuova prestigiosa vetrina per il made in Italy e l’Emilia-Romagna, grazie all’accordo tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ice - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane – e Regione Emilia-Romagna. Un evento sportivo di grande richiamo internazionale che diventa dunque anche occasione di promozione delle eccellenze del made in Italy e, in particolare, della filiera automotive e della Motor Valley, nell’anno segnato drammaticamente dalla pandemia.
L’accordo servirà non soltanto ad accrescere la notorietà del Made in Italy e della Motor Valley, ma punterà a valorizzare all’estero l’eccellenza e il contenuto di tradizione, innovazione e legame con il territorio delle nostre imprese, sia quelle dell’ecosistema regionale che dell’intera filiera nazionale.
E per l’Emilia-Romagna sarà la consacrazione di terra dei motori e di grandi eventi sportivi. Dopo il Gran Premio che nel 2020 ha riportato la Formula 1 sulle rive del Santerno, questo accordo segna una conferma e un ulteriore rilancio in un anno che vedrà la messa a sistema anche del Mondiale MotoGP e Superbike a Misano Adriatico oltre al “Motor Valley Fest” di Modena.
Un conto alla rovescia che parte con la presentazione del poster ufficiale dell’evento, ideato dalla Drudi Performance, che rende omaggio all’Emilia-Romagna e al Made in Italy scegliendo la via della sintesi. Forme rapide, linee sinuose ed evidenti contrasti di colore condensano in una composizione di immediato impatto visivo tutta la creatività del territorio che ospita il Gran Premio. Invece di realizzare un collage, con la giustapposizione di una serie di eccellenze nazionali, si è scelto di raffigurare simbolicamente quel mix coraggioso di fantasia e concretezza che contraddistingue l’innovazione italiana. 
In un manifesto che sembra quasi una tavola da disegno, interpretabile sia in verticale che in orizzontale, si sovrappongono tre diversi livelli di lettura con altrettanti riferimenti ai luoghi che ospitano il Gran Premio: l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari, la Regione Emilia-Romagna e l’Italia con le sue eccellenze. A un primo livello, il manifesto raffigura in modo stilizzato una gara automobilistica. A un maggior livello di astrazione, con il suo gioco di linee e di colori, celebra la varietà del territorio regionale, tagliato in due dalla via Emilia. A un terzo livello di lettura, infine, la trama stessa del manifesto, con le sue linee anticonvenzionali e le sue diverse tonalità di colore, rimanda alla creatività del Made in Italy, con omaggi alla moda e al design.

L’Autodromo di Imola
Il primo livello di lettura è anche il più immediato: il manifesto raffigura tre monoposto impegnate ad affrontare la stessa curva: forse la Variante Alta o il Tamburello, o una staccata in discesa, come la Rivazza, o una sequenza di curve ravvicinate, come le Acque Minerali. Non importa identificare con precisione un tratto del circuito, quello che viene raffigurato è più in generale un tracciato, come quello di Imola, amato dai piloti per le sfide che impone. Le automobili affrontano lo stesso passaggio impostando traiettorie inconciliabili e addirittura si deformano sotto la spinta della velocità, curvandosi e allungandosi fino a confondersi con la pista, sottoposte a forze che scardinano le leggi della fisica. Niente è squisitamente naturalistico in questa gara che sembra uscita dai giochi d’infanzia su una pista Polistil. Non lo sono le forme delle vetture, le livree e nemmeno il percorso e le vie di fuga, “pennellate” di colore dal grigio scuro al sabbia. L’impressione è quella di un tempo sospeso tra un passato romantico e un futuro avveniristico. Alla fine di questa gara impossibile, quel che resta è la magia del tracciato, una serie di linee in velocità disegnate da una mano imprevedibile.

L’Emilia-Romagna
L’intreccio di forme e colori che compone il manifesto contiene anche un omaggio alla regione che ospita la gara e alla sua doppia anima: a sinistra una sequenza di tonalità materiche, come la terra delle pianure e delle montagne, a destra le sfumature azzurre dei fiumi e del mare; da un lato il verde delle colline e i calanchi lunari della vena del gesso romagnola, dall’altro i tanti corsi d’acqua che scendono verso il mare Adriatico e le sue placide distese di sabbia. Al centro – a fare da bisettrice – la via Emilia, la strada che taglia in due la regione districandosi tra i centri d’innovazione dell’Italian Motor Valley e una dozzina di meraviglie riconosciute dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Pur non passando in rassegna una per una tutte queste eccellenze, il manifesto rende simbolicamente omaggio al patrimonio materiale e immateriale di una regione che, come la strada che la percorre, parte dal passato e punta dritta verso il futuro.

Il Made in Italy
L’omaggio al Made in Italy è innanzitutto un omaggio allo stile italiano, che sa abbinare ricerca prestazionale e innovazione estetica, dovere e piacere, utile e dilettevole. Per l’immagine di una gara di Formula 1 si poteva pensare a una rappresentazione ultra-realistica delle vetture, in grado di celebrarne il solo lato prestazionale. La scelta è invece caduta su una rappresentazione anti-convenzionale come lo stile italiano, che non esita a dettare nuove tendenze e nuove regole di eleganza. Più che alle convenzioni grafiche del settore, la trama e gli strati di colore rimandano al mondo delle arti applicate. Due dei colori dominanti sono presi direttamente dalla palette che orienta la moda e il design del 2021: una tonalità di giallo brillante e un grigio più corposo. La consistenza materica dei colori sembra ricordare la trama di un tessuto, con la lingua d’asfalto pronta a trasformarsi in un tappeto di sete e di velluti. È nelle forme però che il rimando alla creatività italiana si fa più concreto. Come nelle sperimentazioni di un designer visionario, le forme del circuito e delle automobili si fanno all’improvviso fluide e sfuggenti, scomponibili e ricomponibili a piacimento. Un mondo in divenire, dove il possibile dialoga ogni istante con l’impossibile.

Dichiarazione di Aldo Drudi
“Il tratto del manifesto ufficiale del Gran Premio del Made in Italy e dell’Emilia Romagna è certamente originale, segnato a mano su un foglio bianco, quasi avessi dovuto creare una stoffa pregiata di grande qualità.Le linee sinuose sinonimo dello stile di vita della mia Regione e ancor di più del mio Paese, sono traiettorie, colline, sole e mare. Era necessario sintetizzare, stilizzare per testimoniare il Made in Italy e l’Emilia-Romagna.
Come succede spesso ho usato il colore per determinare l’impatto emozionale scartando a priori gli effetti videogame poco originali.
Con piacere ho firmato un nuovo manifesto ufficiale per un evento mondiale, il GP di Formula 1, ospitato dalla Motor Valley italiana di cui Drudi Performance è parte attiva”.

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Per celebrare il Carbonara Day e il Gin and Tonic Day, il team di The Gin Way ha dato vita a “Carboidratami”, una mistery box realizzata in collaborazione con Carbogang. Una maniera inedita di gustare un piatto di pasta alla carbonara in abbinamento a un gin tonic. The Gin Way (www.theginway.com) la start-up italiana che ha fatto conoscere “il nuovo modo di bere gin” grazie alle mistery box in abbonamento focalizzate su gin premium italiani, ha dato vita, in collaborazione con Carbogang, a Carboidratami. Il progetto, ideato per celebrare due ricorrenze speciali - il Carbonara Day di martedì 6 aprile e il Gin and Tonic Day di venerdì 9 aprile - non solo rappresenta un incontro tra gin e pasta alla carbonara, ma l’unione delle forze di due giovani realtà che hanno fondato su una passione la propria attività. Dal 6 al 12 aprile, sul sito www.carboidratami.it, sarà possibile ordinare una delle…
Chiuso con numeri record (726 pizze da 51 nazioni) il “VeraPizzaContest 2021”, seconda edizione della sfida internazionale dell’Associazione Verace Pizza Napoletana. Doppietta della Polonia che conquista anche la medaglia di bronzo, a riprova del successo crescente della pizza napoletana in questo Paese. Un romano sul secondo gradino del podio. È un autentico successo polacco quello registrato nella seconda edizione del VeraPizzaContest, la sfida internazionale per pizzaioli tra le mura domestiche promossa dall’Associazione Verace Pizza Napoletana – AVPN che quest’anno ha visto in gara 726 pizze da oltre 50 nazioni, registrando ulteriori numeri da record rispetto all’exploit del 2020.Ad aggiudicarsi il titolo di campione - anzi di campionessa - del mondo della pizza fatta in casa è stata, infatti, la polacca Agnieszka Eem seguita, sul terzo gradino del podio, dal connazionale Adrian Gromek. All’Italia, che resta comunque saldamente in cima, va invece la medaglia d’argento, grazie alla creazione di Davide Cormaci da…
Da secoli sulle tavole della colazione pasquale marchigiana la “Casciotta d’Urbino” Dop È una preziosa opera d'arte, ovvero fatta ad arte da maestri casari, veri custodi delle nostre tipicità gastronomiche e dell'ambiente. Un formaggio nato dal latte di animali liberi, sani e felici che compone la tavola della tradizione pasquale marchigiana insieme ad altri ingredienti speciali come “crescia” al formaggio, uova e frittata di erbe e ciauscolo. È la Casciotta d’Urbino Dop, eccellenza agroalimentare italiana e marchigiana, simbolo della provincia di Pesaro e Urbino, il primo formaggio ad aver conquistato la Denominazione di Origine Protetta.Protagonista di una storia d’amore secolare con il suo ambasciatore più illustre, Michelangelo Buonarroti, la Casciotta d’Urbino Dop divenne una specialità distintiva marchigiana con il signore del Ducato di Urbino, Federico da Montefeltro, che decise di proteggere il suo territorio dalle scorrerie dei pastori transumanti agevolando l’uso dei pascoli per gli allevatori locali. La produzione di…

La gestione doganale preventiva ha permesso a One Express - corriere espresso  nazionale per trasporto di merci su pallet - di superare le problematiche derivanti dall’attivazione della nuova frontiera, varando un modello operativo che apre nuovi scenari per la logistica nazionale 
Che l’impatto della Brexit potesse creare problemi era quasi scontato, ma le immagini delle file di camion al confine tra Francia e Inghilterra hanno dato l’idea di quale sia stato il disagio. Tante le problematiche, prima fra tutte la gestione doganale che ha comportato una drastica riduzione degli scambi commerciali. C’è chi però ha saputo trasformare le difficoltà in nuove opportunità. E’ il caso di One Express, il primo Pallet Network italiano - con 3 hub nazionali, a Bologna, Milano e Napoli - che con una gestione doganale preventiva ha saputo mantenere ottime tempistiche di consegna e creare un modello provvidenziale per il Made in Italy. 
Il tessuto produttivo nazionale ha subito il passaggio traumatico che ha comportato forti cali nell’import-export. Un duro colpo per le aziende italiane, anche davanti al rifiuto di importanti gruppi, colti impreparati dalla situazione. Al contrario, One Express ha governato il sovraccarico di lavoro, come confermato da Andrea Scarabelli – Area Manager Europa - Responsabile dello Sviluppo Rete Affiliati Europa: “Siamo stati uno dei pochi, se non l’unico, pallet network europeo ad accettare la sfida Brexit a livello di sede centrale mentre molti altri pallet network europei non si sono attrezzati o hanno demandato tutto a loro affiliati spedizionieri. Abbiamo garantito le spedizioni con cadenze plurisettimanali, nonostante la maggiore rigidità delle dogane e l’inesperienza dei destinatari e/o dei mittenti nella produzione dei documenti esatti”. 
La chiave del successo è stata la richiesta a clienti e Affiliati di una lavorazione preventiva delle fatture, determinanti per l’operazione doganale, così da poterle controllare per facilitarne l’accettazione. 

“Abbiamo assicurato la continuità anche in ambito food muovendoci per tempo – spiega Scarabelli - Il nostro Network ha tra le merceologie più frequenti il cibo e il vino, per cui abbiamo superato l’ostacolo in modo da gestire queste referenze”. 
Strategica è stata anche la collaborazione con Simarco del gruppo Palletforce, tra i maggiori player del Regno Unito nella tratta Sud Europa-Inghilterra. Come indica Alessandro Gagliardelli, Resp. Customer Service Europa & Contenzioso: “Abbiamo vissuto un cambiamento epocaleconstatando una grande impreparazione generale. One Express, insieme al partner inglese, ha gestito ogni singola pratica, ponendosi come intermediario tra tutti gli attori della catena logistica”. 
Il magazzino doganale, un operatore di primo livello e personale dedicato con un know-how specifico ha fluidificato le spedizioni, anche delle commodity e persino dell’e-commerce che in periodo di pandemia ha avuto un forte implemento. Una capacità che con la creazione di un modello gestionale avanzato delinea nuovi scenari per gli operatori “Davanti al forfait di molti spedizionieri -  precisa Gagliardelli -  la soluzione varata da One Express sta aprendo nuove e importanti opportunità, tra cui l’inserimento all’interno di una nicchia di mercato in forte sviluppo per il Regno Unito, solitamente gestita da operatori doganali, consolidando volumi e valori”.

One Express è dal 2007 il corriere espresso punto di riferimento nazionale per il trasporto di merci su pallet. Con 3 Hub localizzati in tutto il territorio nazionale (a Bologna, Milano, Napoli) e una fitta rete di collegamento, One Express garantisce consegne in 24/48/72 ore in Italia e in Europa, in base alla destinazione, grazie alla rete sinergica composta da oltre 120 Affiliati in tutta la Penisola.

 

Addio Vinitaly anche per il 2021. Per il secondo anno consecutivo la pandemia del Covid ferma una delle  più importanti rassegne internazionali  del vino e la città di Verona rimane sbigottita per un altro colpo inferto all’ economia, non solo della città ma dell’intera regione e del comparto a livello nazionale. “Incertezze e protrarsi dei divieti”, il motivo dell’annullamento di Vinitaly Sbigottito anche il presidente di Verona Fiere Maurizio Danese che in conferenza stampa ha dichiarato l’ennesimo (drammatico) rinvio. “Le permanenti incertezze sullo scenario nazionale ed estero e il protrarsi dei divieti ci hanno indotto a riprogrammare definitivamente la 54a edizione del Vinitaly nel 2022”. Una scelta dolorosa, una scelta di responsabilità dinanzi a uno scenario incerto, ha aggiunto il presidente.  Un susseguirsi di date e di spostamenti dal 2020… L’evento, più volte spostato in avanti, era stato fissato dal 20 al 23 giugno 2021 (https://veneziaedintorni.it/vinitaly-2021-si-sposta-da-aprile-a-giugno/ a firma di Tiziano Argazzi). La…

In provincia di Cuneo, dove le dolci colline del Roero iniziano a declinare verso la pianura, sorge il comprensorio territoriale di Ceresole d’Alba. E’ una pianura fertile che si alterna con sobrietà alla fascia boschiva. Nel centro del paese, porta del Roero arrivando da Torino, è situato il castello: un’antica residenza dei Roero di Ceresole. Le altre importanti testimonianze artistiche sono le due chiese settecentesche: quella dei Disciplinanti di San Bernardino e quella di San Giovanni Battista santo patrono del paese. Oggi il Comune, posto a 300 metri sul livello del mare, conta circa duemila abitanti. Nella tradizione gastronomica di Ceresole d’Alba primeggia la pregiata tinca. Qui, l’allevamento della tinca, tipico della zona, un areale chiamato “pianalto”, è storicamente accertato già dal XIII secolo, quando, tra le varie gabelle, si faceva obbligo agli abitanti di fornire una certa quantità di tinche. I documenti storici relativi alla cruenta battaglia di Ceresole del 14 aprile 1544 tra francesi e spagnoli evidenziano la razzia di tinche, da parte delle truppe di una fazione nel momento del ritiro, e la distruzione di alcune peschiere. La storia narra inoltre che sul territorio un tempo giacevano vari laghi detti appunto peschiere. Abbondavano tutti di ottimi pesci e le loro acque servivano anche per l’irrigazione dei campi e l’abbeveraggio del bestiame. L’assenza di corsi d’acqua importanti ha storicamente costretto i contadini di queste terre a raccogliere l’acqua piovana in invasi scavati nella nuda terra. Sul territorio c’era poi in discreta quantità di frumento, meliga, uva, frutta e fieno. Era in estate che per vie delle scarse piogge e il prelievo per l’irrigazione si registrava l’abbassamento del livello dell’acqua nelle peschiere, motivo per cui a settembre venivano prosciugate del tutto e il pesce pescato e consumato. Il raccolto ittico era però rappresentato da pesci di piccola pezzatura poiché presi e consumati completamente ogni anno. E’ dunque da questa necessità che deriva la tradizione di consumare la tinca a Ceresole: piccoli pesci di circa 100/120 g cucinati fritti o posti in carpione. La frittura era tipica dei momenti di festa, mentre il carpione era l’unico sistema per conservare le tinche per qualche giorno. La tinca appartiene alla famiglia dei Ciprinidi, pesci a scheletro osseo. Da adulta ha una lunghezza media compresa tra 20 e 30 cm e un peso sui 200/300 g. La taglia media è 1/1,5 kg, ma in alcuni casi può anche arrivare a pesare 3/4 kg. Il pesce presenta un corpo ovale, allungato, ricoperto da piccole squame e da abbondante secrezione di muco. Ai lati della bocca sono presenti due barbigli. Il dorso ha una colorazione verdastra tendente al bruno, mentre i fianchi e l'addome sono giallo oro. La particolare colorazione dorata, determinata da fattori ambientali e genetici, è la caratteristica più nota della Tinca di Ceresole. Come già detto Ceresole è un Comune dell’areale del “pianalto” ovvero un lembo di territorio che abbraccia più località e tocca le province di Torino, Asti e Cuneo. Tra i paesi più conosciuti c’è il Comune di Poirino. Ecco perché la dicitura corretta del nostro pesce è: Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino. Stiamo parlando di una produzione ittica che nel 2008 ha ottenuto il riconoscimento europeo di prodotto a Denominazione Protetta, mentre prima del raggiungimento di tale menzione la tinca rientrava nel paniere dei prodotti tipici della provincia di Torino dal 2002. Per quanto riguarda la DOP c’è un Consorzio al quale aderiscono alcuni piccoli produttori mentre per la tinca di Ceresole, pur essendo sempre una tinca gobba della specie “Tinca Tinca”, è attivo il presidio Slow Food. La più alta produzione di questa specialità lacustre è proprio concentrata a Ceresole ma non rientra nel Consorzio. Come è accaduto per molte tipicità anche la tinca nel corso del tempo ha perso la sua valenza ed è solo grazie al coraggio di alcuni imprenditori agricoli che negli ultimi decenni il suo allevamento è stato riscoperto e valorizzato. I ristoranti della zona l’hanno inserita nuovamente nei loro menù e le sagre paesane hanno cercato di far conoscere il prodotto anche attraverso i media. Oggi i bacini che ospitano le tinche sono vere e proprie vasche di acquacoltura, dove però la tinca vive liberamente. L’acqua degli invasi è controllata e sostituita regolarmente e il ciclo produttivo si è evoluto nella direzione più consona al fine di avere di un prodotto di qualità. La stagione della pesca si apre in primavera, aprile/maggio, e si conclude in ottobre. La pesca avviene principalmente con il “rabast” (strascico): dopo aver raccolto le reti le tinche vengono selezionate manualmente e quelle che non rispondono ai requisiti di pezzatura richiesti dal mercato vengono rimesse in acqua. Il 23 gennaio 2003 è nata L’Associazione “Amici della Tinca di Ceresole d’Alba” che ha come oggetto esclusivo della propria attività la valorizzazione del pesce e dell’ambiente naturale che la ospita. Le caratteristiche principali relative alla “Tinca di Ceresole” sono: la tecnica tradizionale di allevamento nelle peschiere, la cura delle peschiere stesse, l’utilizzo degli avannotti provenienti dal territorio del Pianalto, la pezzatura tradizionale al consumo di 80/120 g, ovvero il peso ideale per la frittura e il carpione. Naturalmente non sono solo i ristoranti locali ad apprezzarla, per esempio a Roddino (CN) Isaia Biella, un bravissimo chef, la utilizza per la realizzazione di svariate ricette, sempre abbinata a differenti ingredienti tipici di questo lembo di Piemonte: gli asparagi del Roero, il peperone di Carmagnola, l’aglio di Caraglio, le nocciole Piemonte, ed altri ancora. Isaia ama cucinare anche le tinche di pezzatura più consistente, intendo quelle da 400/500 g, per le quali i tempi di attesa della crescita del pesce possono arrivare ai 4 anni. Predilige le tinche di Ceresole allevate dal produttore più rinomato dell’intero pianalto: Giacomo Mosso. La tinca di Ceresole è dunque un ottimo ingrediente per molti piatti prelibati, le sue carni, sono magre, tenere e saporite. La terra che ospita le peschiere è costituita maggiormente da un’argilla che, contrariamente a quanto si possa pensare, non conferisce al pesce il sapore fangoso così come, luogo comune popolare, le spine delle tinche non sono così presenti nelle carni come si tende ad ipotizzare. E’ un prodotto agricolo di valore che può servire da leva di sviluppo importante oltre che per i giovani agricoltori che hanno optato per questa scelta coraggiosa, anche per tutto il paese al fine di consentire una crescita per l’immagine e una maggiore valorizzazione del suo patrimonio di produzioni tipiche locali. 

(Fabrizio Salce)

            

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