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“Il Consorzio Tutela Lambrusco” è cosa fatta!

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“Il Consorzio Tutela Lambrusco” è cosa fatta! In evidenza

Un’operazione storica che, con 1 milione e 200 quintali di uve del territorio emiliano, rafforza immagine e promozione soprattutto a livello internazionale”.
La storica fusione dei tre consorzi in un unico consorzio per la tutela del Lambrusco, dal prossimo anno unirà le piccole aziende a respiro locale con le più grandi a target internazionale, di Reggio Emilia, Modena e Bologna.  La fusione tra “consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena”,  “consorzio per la Tutela e la Promozione dei Vini Dop Reggiano e Colli di Scandiano e di Canossa” e il “consorzio di Tutela Vini del Reno Doc”. “E’ un risultato storico” – ha commentato l’assessore regionale alla Agricoltura e Agroalimentare, Alessio Mammi – 
Nascerà in questo modo un soggetto che rappresenterà più di 1 milione e 200 quintali di uve del territorio emiliano, con una rilevante preponderanza di Lambrusco che così tutto unito diventa più forte: scelta intelligente e lungimirante per la tutela e per la promozione di uno dei vini “biglietti da visita” dell’Emilia Romagna e dell’Italia nel mondo. La volontà di unificare le forze per condividere intenti comuni e in particolare la promozione internazionale, porta ad un risultato storico, importante per tutto il territorio. 
Giacomo Savorini - direttore del Consorzio Vini Colli Bolognesi e di quello del Pignoletto, sarà deputato a guidare anche il Consorzio di tutela del Lambrusco di Modena: “Il Lambrusco è indubbiamente, nei numeri, uno dei vini immagine dell’Italia. È un grande universo rappresentato da differenti vitigni, territori e colori. Questa diversità, che ci contraddistingue e rappresenta, dobbiamo trasformarla anche in una grande ricchezza per tutti i produttori che contribuiscono a renderla viva ogni giorno. Penso che questo primo passo verso un unico soggetto consortile a tutela del Lambrusco a Denominazione di Origine Controllata ci consenta di poter raggiungere, finalmente, l’obiettivo di poterci rivolgere, agli occhi del consumatore finale, in modo coeso e uniforme, valorizzando ancora meglio le singole ricchezze delle diverse denominazioni”.
Ringraziamenti di Mammi per i presidenti Claudio Biondi, Ivan Bordot e Davide Frascari, assieme ai rispettivi consigli di amministrazione con l’auspicio di decidere di intraprendere questo percorso complesso, ma allo stesso tempo utile e strategico per il grande Lambrusco, con la convinzione di trarne ottimi risultati.
Prossimo passo, tra due mesi, interrogare i relativi consorzi in merito alla fusione per incorporazione e a settembre convocazione di un’assemblea plenaria sovrana che dovrà definitivamente sancire l’intera operazione.

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